I soldi della Fondazione ricompattano gli ex An. Ma la Meloni non ci sta

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di Marco Castoro

A volte tornano. Se poi c’è la cassaforte della Fondazione con un bel bottino da spartirsi viene ancora più voglia di tornare. Animata (anche) da questo spirito guida, Alleanza nazionale fa le prove generali per una rinascita. Visto che Berlusconi ha deciso di rigenerare Forza Italia, gli ex aennini stanno cercando la quadratura del cerchio per rimettere assieme i cocci di una diaspora che ha finito per indebolire tutti i personaggi in cerca d’autore. Francesco Storace è tra i promotori della manifestazione di domani alle 15 all’Hotel Parco dei Principi di Roma. Il leader della Destra sembra aver sbollito la sua rabbia per l’amico di vecchia data, poi diventato un ex amico, Gianfranco Fini. A riguardo molto ha fatto Menia, il fedelissimo dell’ex presidente di Montecitorio. Per il momento siamo a qualche sms di disgelo. Poi si vedrà se le rose fioriranno o resteranno soltanto le spine.
Ma torniamo al patrimonio della Fondazione, del quale tutti i militanti e iscritti di An, dai colonnelli fino all’ultimo simpatizzante si sentono un po’ proprietari. E di certo non sono bruscolini. Lo stesso Storace ha occupato un immobile per la sede del Giornale d’Italia, la testata da lui rilanciata. Fini potrebbe essere il padre nobile che ricompatti la squadra, ma dalle parti di Fratelli d’Italia e del nuovo laboratorio Officina Italia (che ha inglobato oltre a Rampelli, La Russa e Meloni, anche Alemanno) non ne vogliono proprio sapere di rimettersi con Storace e ancor peggio con Fini. Tanto più la Meloni che ormai ha conquistato una leadership ed è diventata un punto di riferimento importante tra gli ex aennini anche con i poteri istituzionali.  Non la pensa così invece l’ex ministro Poli Bortone che ricorda a tutti come “il percorso di An fu impropriamente interrotto e quindi diventa necessario riprenderlo”. I puntini sulle i alla fine del discorso li mette Franco Mugnai, presidente della Fondazione: “il simbolo di An è della Fondazione e nessuno è autorizzato a utilizzarlo”. Un modo perentorio per dire la cassaforte resta chiusa.

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