I sovranisti negazionisti sposano i No Mask. Salvini e la Meloni sempre più accodati a Trump e Bolsonaro

di Giuseppe Vatinno
Politica

Partiamo da un paradosso. Su Libero si critica il giornalista Riccardo Iacona che ospite di Corrado Formigli a Piazza Pulita (La7) ha accostato larvatamente Matteo Salvini ai No Mak dicendo: “Nelle piazze dei negazionisti del Covid-19 c’è anche un po’ di politica. Non è un caso che anche Salvini quando è arrivato al convegno era senza mascherina”. Libero sentenzia: “Mettere Salvini sullo stesso piano dei No Mask è un’operazione molto pelosa, da guardare con grande sospetto”. Ma noi facciamo di più. Salvini è alla base dell’humus culturale (per modo di dire) di cui si alimentano i No Mask. Brodaccio che è, peraltro, servito in tutto il mondo per quanto è tondo. Solo che cambiano gli anfitrioni.

Bolsonaro in Brasile, Trump negli Usa, il premier svedese in Svezia etc etc. Non c’è bisogno di Einstein per sapere che chi fa politica dietro ai No Mask è la destra negazionista mondiale che non avendo mai recepito il verbo illuminista e razionale vive di superstizioni medievali e di una pericoloso misto di ignoranza e fanatismo. Ma finché s’ammazzano lor niente di male, anzi, il problema è che diffondono il virus ovunque, anche a chi non la pensa come loro e per fortuna siamo la maggioranza. E dunque utilizzo un titolo fortunato di un fisico, Douglas R. Hofstadter che scrisse Gödel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlanda brillante.

Dietro la Lega e i No Mask c’è appunto Una eterna ghirlanda brillante, nel senso di una connessione stretta e irrevocabile, altro che sospetto. Intendiamoci non ci sono solo i leghisti, ma tutta la destra tranne Forza Italia che dopo quanto capitato a Berlusconi fa professione – seppur tardiva – “mascherinista”. Ma il punto è che occorre una alleanza divulgativa per fare sapere che la mascherina è il più potente presidio sanitario. Lasciamo perdere che l’Italia è un Paese crocianamente antiscientifico e irrazionalista visto che ancora i dati sui nuovi positivi vengono forniti senza dividerli per il numero dei tamponi effettuati e quindi assistiamo quotidianamente allo spettacolino dell’aumento/diminuzione con salita/discesa dei tamponi. Roba da ridere appunto.

Ma torniamo alla Lega. Salvini e la Meloni cavalcano l’onda, ma la donna è molto più furba del maschio alfa visto che è molto attenta ad usare la mascherina quando c’è pericolo contrariamente al padano irresponsabile che si sbaciucchia tutti e parte di selfie senza protezioni. Eppure l’esperienza dell’ex alfa sarebbe dovuta servire.