I vigilantes in odore di Banda della Magliana hanno messo le mani pure sul 2 giugno

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Le mani anche sulla parata del 2 giugno. Non c’è che dire, nemmeno la festa della Repubblica è riuscita a tenersi alla larga dall’immenso portafoglio di clienti pubblici vantato dall’Istituto di Vigilanza Nuova Città di Roma. La società del gruppo Metronotte, riconducibile a quel Fabrizio Montali oggi sotto processo con l’accusa di essere stato il prestanome di Enrico Nicoletti, ex cassiere della Banda della Magliana, ha gestito nei giorni scorsi il servizio di vigilanza per la sfilata. In realtà, ancora in questi giorni, automobili e guardie giurate di Metronotte sono ben visibili lungo tutto il percorso di via dei Fori imperiali. E così, proprio negli stessi giorni in cui la procura di Roma chiedeva la condanna di Montali a 6 anni e 6 mesi, la società di vigilanza privata a lui riconducibile sorvegliava le vie d’accesso ai luoghi della celebrazione. La parata del 2 giugno, a questo punto, è solo la ciliegina su un’impressionante torta di appalti pubblici che fanno capire quali legami ad alto livello possa vantare il gruppo Metronotte. Nei giorni scorsi La Notizia, con dovizia di particolari, ha fornito l’incredibile elenco di clienti pubblici che si fanno “sorvegliare” dalla società. Ci sono i ministeri dell’economia e dei beni culturali, palazzo Chigi e il Senato della repubblica. La cui struttura, dopo la pubblicazione della lista, si è precipitata a offrire un imbarazzato chiarimento, secondo il quale i rapporti tra palazzo Madama e  Metronotte si sarebbero interrotti a partire dal 2009. Peccato che l’elenco, aggiornato a fine 2011, testimoni ulteriori versamenti del Senato al gruppo privato di vigilanza. Ma appalti pubblici sono stati assegnati a Metronotte anche da società pubbliche, enti e agenzie come Enel, Anas, Istituto Luce, Demanio ed Enac. E addirittura è emerso che Metronotte svolge il servizio di vigilanza per la strategica e blindatissima ambasciata americana. Come è possibile? Semplice, attraverso l’intermediazione “prestata” a beneficio di Metronotte dall’agenzia americana di sicurezza privata Pinkerton. Quest’ultima, in pratica, ha fatto da “garante” affinché la sede diplomatica Usa accettasse la società riconducibile a Montali come suo “angelo custode”. Il tutto nonostante dall’Italia, negli anni scorsi, fossero partite verso gli Stati Uniti denunce ad hoc per spiegare chi ci fosse dietro al gruppo Metronotte. Ma forse gli americani già lo sapevano.

@ssansonetti