Il buon esempio giapponese. La ministra della Difesa si dimette dopo aver insabbiato dei documenti sul Sud Sudan. E Shinzo Abe chiede scusa al popolo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Probabilmente di questi esempi dovremmo vederli più spesso, sperando che un giorno anche in Italia possano accadere. Siamo in Giappone: come atteso la ministra della Difesa giapponese Tomomi Inada ha rassegnato le dimissioni, accusata di avere insabbiato una serie di informazioni relative alla situazione della sicurezza in Sud Sudan. Inada ha presentato le sue dimissioni al premier Shinzo Abe, complicando ulteriormente la vita politica dell’esecutivo. “Ho deciso di dimettermi da ministra della Difesa – ha detto Inada in conferenza stampa – ho presentato le mie dimissioni al premier e sono state accettate”. Amica e sodale di Shinzo Abe, che condivide le sue posizioni nazionaliste, era stata nominata responsabile della Difesa nell’agosto 2016.

Inada è accusata di aver insabbiato un rapporto dei peacekeeper giapponesi in Sud Sudan, in cui i militari denunciavano il peggioramento della situazione in termini di sicurezza. Il premier Shinzo Abe, che di recente ha visto la sua popolarità in picchiata sulla scia di una serie di controverse questioni, ha immediatamente chiesto scusa al Paese. “Mi scuso dal profondo del mio cuore di fronte alla gente per questa situazione che vede un ministro dimettersi”, ha affermato alla stampa dopo l’ufficializzazione della rinuncia di Inada.