Il calvario infinito della Lama di Fuksas. Dopo sei anni di disastrosi tentativi, Tesoro e Campidoglio riprovano a vendere il super hotel dell’archistar

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Dalle parti del Campidoglio e del ministero dell’Economia la speranza tiene ancora botta. Nonostante 6 anni di flop qualcuno evidentemente continua a credere che un giorno si riuscirà a vendere la “ Lama di Fuksas ”, ovvero il business hotel progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas proprio accanto alla più celebre “Nuvola”, il nuovo centro congressi romano. L’ultima novità in ordine di tempo è arrivata due giorni fa. Eur Spa, la società proprietaria degli immobili partecipata al 90% dal Tesoro e al 10% dal Comune di Roma, ha pubblicato l’ennesimo invito a manifestare eventuali interessi per l’acquisto della struttura alberghiera. Struttura che in effetti ha le sue credenziali: 56 metri di altezza, 439 camere, centro benessere, spa, area fitness, ristorante, bar, 4 sale meeting per circa 400 posti. Il tutto per una superficie di 29 mila metri quadrati.

IL PERCORSO – Il fatto però è che tutto questo bendidio, negli anni scorsi, non è servito a catturare il tanto atteso acquirente. Da questo punto di vista la cronologia dei tentativi di cessione è impressionante. Il primo annuncio di vendita della “Lama” risale addirittura all’ottobre del 2010, quando a via XX Settembre c’era Giulio Tremonti e in Campidoglio Gianni Alemanno. All’epoca i vertici della società pubblica, pur senza inserire cifre negli atti ufficiali, spiegarono che l’incasso minimo si sarebbe dovuto attestare intorno ai 100 milioni di euro. In quel momento la cifra, così come negli anni successivi, era ritenuta indispensabile al completamento della “Nuvola”, già a corto di ossigeno. Inutile dire che, complice la crisi del mercato immobiliare, e al di là di qualche sporadico interesse, l’invito cadde nel vuoto. La pratica venne però ripresa in mano nell’aprile del 2012 (Governo Monti, con Alemanno ancora sindaco). Per diverse settimane venne condotta una trattativa con alcuni investitori per cedere la “Lama” a 70 milioni. Cifra, quest’ultima, che rappresentava di fatto gli oneri di realizzazione dell’albergo più il valore dei terreni. Di fatto sarebbe stata una mezza svendita, in quel momento giustificata dalle urgenze di cassa. Ma anche allora fu un buco nell’acqua.

GLI SVILUPPI – Nell’ottobre del 2013, con Fabrizio Saccomanni ministro dell’economia e Ignazio Marino sindaco, arrivò un cambio di strategie. Con un annuncio si provò a stimolare interessi alla locazione dell’hotel, in attesa di individuare un compratore più in là. Niente da fare. E arriviamo ai fatti più recenti. La “Nuvola”, quasi ultimata grazie all’intervento dell’Inail che ha comprato tutta una serie di immobili di Eur spa, pare uscita dal tunnel. Ma le esigenze di cassa della società rimangono. Così, dopo sei anni dal primo annuncio, adesso Eur spa ci riprova e punta ad “acquisire manifestazioni di interesse da parte dei soggetti interessati all’acquisto”. Stavolta con l’aiuto dei consulenti di Caldwell Banker Commercial. Il nuovo sindaco grillino, Virginia Raggi, e l’attuale ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, saranno più fortunati?

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