Il cambio di passo dei Jihadisti in Sri Lanka, tornano i commando militari. L’analisi del direttore del Centro di ricerca sul terrorismo, Ranieri Razzante

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

I kamikaze in azione in Sri Lanka segnano un’importante inversione di tendenza nell’azione terroristica di stampo Jihadista. A spiegarlo a La Notizia è il direttore del Crst, il Centro ricerca sul terrorismo, Ranieri Razzante. “Insieme all’attacco contro la cristianità – spiega – è evidente la ritorsione verso il modello di vita occidentale attraverso la scelta degli obiettivi – i fedeli in chiesa e gli stranieri nei grandi alberghi – individuati nei cosiddetti soft targhet, cioè luoghi di culto e hotel, meno presidiati delle sedi istituzionali”. La novità però è un’altra. “Infatti a differenza degli ultimi tempi assistiamo per la prima volta dopo tanto tempo a un misto di guerra simmetrica e asimmetrica, sul vecchio modello militare dell’isis”. Per capirci meglio, al posto del modello europeizzato dei lupi solitari, torniamo a vedere un commando militare. “Alla simmetria dei terroristi che sfidano le forze di sicurezza e all’asimmetria delle cellule radicalizzate che si gettavano con i Tir sulla folla, in modo del tutto imprevedibile, qui abbiamo il ritorno alla guerriglia, peraltro in un Paese dove i controli sono più blandi rispetto a Europa e Stati Uniti”, spiega Razzante. E nella vicenda di questi giorni potrebbe esserci anche di più, continua. “I cristiani in Sri Lanka sono molto attivi, ma pur sempre una minoranza. Averli scelti come bersaglio è probabilmente un segnale al governo locale, oltre che al Vaticano e a un Papa coraggioso come Francesco, che i Jihadisti considerano tutt’altro che terzomondista, come fa qualcuno a casa nostra”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Le nomine per tutte le stagioni

Evitando le buche più dure – vedi le parole gravissime del sottosegretario Durigon – Draghi si tiene buono il Parlamento fotocopiando senza il fuoco di sbarramento visto con Conte la stessa prudenza sulla pandemia del suo predecessore. Merito di una situazione sanitaria che migliora, ma

Continua »
TV E MEDIA