Il conto del cigno di Equitalia. Spesi 60 milioni in sei mesi. Dalle divise estive fino all’arredo degli sportelli

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Soltanto il tempo ci dirà se alla fine Matteo Renzi ha realmente intenzione di assestare un colpo da novanta con la chiusura della temibile Equitalia o se l’annuncio del Governo non è altro che uno spot accaparra-voti per il referendum del 4 dicembre. Certo è che, al di là dell’apporto che la società di riscossione ha (o non ha) dato all’Agenzia delle Entrate e all’erario, a scorrere la lunga lista degli affidamenti di beni e servizi, pubblicata solo pochi giorni fa, si rimane perlomeno sbigottiti. Perché il conto è di quelli stellari: da gennaio a giugno di quest’anno la società pubblica di riscossione ha siglato contratti per un totale di oltre 62 milioni di euro.

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Certo, è bene precisare che dall’elenco spuntano spese indubbiamente essenziali come le convenzioni per il servizio postale o quello per la vigilanza armata e notturna. Ma altre sono decisamente curiose. Così, scorrendo la lunga lista, scopriamo ad esempio che alla Falegnameria Bussu sono andate ben due commesse, per un valore complessivo di quasi 700mila euro per la “fornitura e posa in opera degli elementi di arredo sportello del Gruppo Equitalia”. Proprio ora che è stata annunciata la soppressione della società. Si spera, ovviamente, che i locali adibiti vengano riutilizzati, magari cancellando solo loghi e icone di Equitalia. Più difficile, invece, sarà riutilizzare le divise nuove comprate dalla società, sia in versione standard che in versione estiva per Equitalia Sud (spesa da 3.500 euro). Ma a scorrere il lungo elenco si trova di tutto. Spunta, ad esempio, anche l’acquisto di una sedia ergonomica per qualche dirigente che ama lavorare comodo, più un’altra fornitura di “sedute operative da lavoro” per altri 22mila euro. Spazio, poi, ai servizi di trasporto e facchinaggio, come quello in Sardegna, per il quale si spenderanno 167mila euro per un servizio che prevede anche l’attività di reception. Senza dimenticare i servizi di pulizia, sempre in Sardegna, per altri 120mila euro. Finita qui? Certo che no. Perché nella lunga lista spuntano anche le solite agenzie di stampa, coccolate tra gli altri pure da Equitalia. E così, per dire, ecco l’Ansa, cui andrà una commessa da 10mila euro. Nel lungo groviglio delle spese sostenute per Equitalia, ovviamente, non potevano mancare quelle per sfamare i tanti dipendenti della società di riscossione. E infatti, in sei mesi, sono stati sottoscritti contratti (tramite convenzioni Consip) per oltre 10 milioni di euro in buoni pasto. A cui si aggiungono i 757mila euro per la gestione del servizio ristorazione presso le sede centrale di Equitalia spa.

COMMESSE ALLE ENTRATE
Curioso, poi, che ad aggiudicarsi alcune spese sia proprio l’Agenzia delle Entrate, che detiene come si sa il 51% della società di riscossione (il restante 49% è dell’Inps). Per dire: sono le Entrate a occuparsi della “rassegna stampa audio video”. Per una spesa di 101mila euro.

Twitter: @CarmineGazzanni