Il Coronavirus rallenta, i malati sono 46.638. Ma ci sono meno contagiati e vittime rispetto a ieri. Borrelli: “Numeri in calo. Non bisogna abbassare la guardia”

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“I numeri di oggi sono minori rispetto a quelli di ieri, mi auguro che questi numeri possano essere confermati. Non bisogna abbassare la guardia, tenere le misure adottate e rispettare le indicazioni anche del provvedimento del governo”. E’ quanto ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso della consueta conferenza stampa dedicata all’emergenza Coronavirus. Il numero complessivo delle vittime è di 5.476, con un aumento, rispetto a ieri, di 651 decessi (erano 793).

Sono, invece, 7.024 le persone guarite, 952 in più rispetto a ieri (erano 943). Sono 3.009 i malati al momento più gravi e ricoverati in terapia intensiva (+142 in più rispetto a ieri). Di questi, 1.142 sono in Lombardia. I malati sono 46.638, cioè 3.957 in più rispetto a ieri (erano 4.821). Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 59.138. Dei 46.638 pazienti al momento positivi, 19.846 di questi sono poi ricoverati con sintomi e 23.783 sono quelli in isolamento domiciliare.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 17.885 in Lombardia, 6.390 in Emilia-Romagna, 4.644 in Veneto, 4.127 in Piemonte, 2.231 nelle Marche, 2.144 in Toscana, 1.351 in Liguria, 1.272 nel Lazio, 866 in Campania, 738 in Friuli Venezia Giulia, 885 nella Provincia autonoma di Trento, 648 nella Provincia autonoma di Bolzano, 748 in Puglia, 596 in Sicilia, 539 in Abruzzo, 500 in Umbria, 354 in Valle d’Aosta, 327 in Sardegna, 260 in Calabria, 81 in Basilicata e 52 in Molise.

“Sono due mesi che siamo qui e lavoriamo dalle 14 alle 15 ore al giorno senza soste. Ringrazio gli uomini e le donne del Dipartimento e le loro famiglie. I colleghi positivi al Covid continuano a lavorare dalla propria abitazione, non hanno particolari criticità. La struttura continuerà a gestire l’emergenza, voglio rassicurare. E’ il nostro lavori e ne andiamo fieri” ha detto Borrelli a proposito dei 12 contagiati al Dipartimento della Protezione civile.

“Le prima misure stringenti di contenimento sono state adottate l’11 marzo, quindi ci aspettavamo di vedere risultati a partire da 2-3 settimane. Quindi la prossima settimana sarà da questo punto di vista assolutamente cruciale e ci aspettiamo di vedere un segnale di inversione di tendenza”. E’ quanto ha detto, nel corso della stessa conferenza stampa, il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.  “I 23 mila italiani che sono fortunatamente asintomatici – ha aggiunto il numero uno del Css – ma positivi al coronavirus, possono rappresentare un meccanismo per cui non si riesce a ridurre completamente il contagio e quindi i numeri a cui abbiamo fatto riferimento finora”.

“L’84% dei decessi – ha aggiunto Locatelli – si è registrato in tre regioni: Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna. E’ il momento in cui dobbiamo dare l’ennesima dimostrazione di essere una nazione unita e solidale. I trasferimenti di malati verso altre regioni sono una importante risposta con l’obiettivo di garantire alle strutture ospedaliere delle tre regioni la possibilità di assistere più compiutamente i cittadini che hanno bisogno di cure. Non ci sono persone morte né ricoverati in terapia intensiva con meno di 20 anni di età. E tra i morti, solo 1% aveva meno di 50 anni”.

“Seguendo il decalogo di precauzioni – ha spiegato ancora il presidente del Consiglio superiore di sanità – si riesce a ottenere una prevenzione forte rispetto alla diffusione del contagio. Se mai ci fosse un contributo del materiale sulle zampe degli animali, lo ritengo assolutamente marginale. Quindi bisogna continuare a tenere le distanze sociali. Del resto basta andare in giro per Roma e vedere com’è cambiata. Ed è anche una prova di maturità, la ritengo straordinariamente encomiabile perché riuscire a cambiare i propri comportamenti è tutt’altro che semplice. Adottiamo queste misure, gestiamo con responsabilità individuale i nostri comportamenti, aiutiamo individualmente la risposta del sistema e certamente riusciremo a ottenere i risultati che auspichiamo”.