Il debito di Roma è da ricalcolare. Tutti a caccia della maxiconsulenza da 3 milioni: da Deloitte alla Luiss

di Stefano Sansonetti
Cronaca

La grande ammucchiata sul debito di Roma. Non ci sono soltanto le solite multinazionali della consulenza e della revisione, pronte ad accorrere al capezzale del vecchio bilancio capitolino e a incassare assegni milionari. Nel “gruppone”, alla cui scrematura in questi giorni sta lavorando il Commissario straordinario al debito, Silvia Scozzese, spuntano fuori anche studi legali e l’università Luiss. Eh sì, perché in base alle carte c’è proprio l’ateneo confindustriale, presieduto da Emma Marcegaglia, all’interno di uno dei raggruppamenti d’impresa che ambiscono a diventare consulenti del Commissario stesso. In ballo c’è un incarico da 3 milioni e 165 mila euro per “l’affidamento di servizi di assistenza alla gestione commissariale attraverso un supporto tecnico-organizzativo”.

IL DETTAGLIO – Si tratta di una procedura con la quale, per certi aspetti incredibilmente, di fatto il Commissario chiede di rifare i conti del vecchio debito, quello per intendersi lasciato in eredità da Walter Veltroni a Gianni Alemanno nel 2008. Un fardello che relazioni e controrelazioni avevano stimato in di 22,4 miliardi di euro, che al netto della massa attiva diventavano di 16,7 (adesso saremmo intorno ai 13 miliardi). Che il servizio richiesto sia quello di un vero e proprio ricalcolo è testimoniato dalle attività riportate nei documenti di gara: “assesment (perizia, ndr) iniziale sullo stato del debito; definizione del Piano strategico per il rientro dal debito pregresso; declinazione in piani operativi di intervento; individuazione di aree prioritarie di intervento”. Insomma, tutto come se in questi 8 anni di Commissari non fosse accaduto nulla. Ebbene, lo scorso 28 ottobre la gestione commissariale, che è di nomina governativa ed è entità separata rispetto al Comune guidato da Virginia Raggi, ha ammesso alla selezione finale 5 raggruppamenti di impresa.

I CANDIDATI – Il primo è composto da PricewaterhouseCoopers e Maggioli Spa; il secondo da Kpmg e Crinali Srl; il terzo da Bdo Italia, Business Value Srl e Crs-Conoscenza ricerca sviluppo Srl; il quarto da Deloitte, Grimaldi sudio legale e Ria Gran Thornton; il quinto da Ernst&Young, Studio legale tributario e Luiss Guido Carli. La Scozzese, inoltre, il precedente 18 ottobre aveva firmato una delibera con cui è stata costituita una commissione di tre membri con l’obiettivo di valutare le offerte pervenute. Come presidente dell’organo è stato scelto Vincenzo Vastola, direttore del Dipartimento attività culturali e Turismo di Roma Capitale. Un settore che non sembrerebbe così affine a quello dei conti capitolini. Ma va ricordato che questa commissione deve giudicare le offerte arrivate all’esito di un bando di gara. Di sicuro l’ammucchiata è servita. Il tutto con incredibile dispendio di energie per rifare calcoli che, in teoria, erano già certificati nel 2010.

Tw: @SSansonetti