Il G7 non cambia verso sull’Ucraina. L’unica ricetta resta il pressing su Putin

Il G7 non cambia verso sull’Ucraina. L’unica ricetta resta il pressing su Putin. Con la promessa di nuove sanzioni su petrolio e gas

Il G7 non cambia verso sull’Ucraina. L’unica ricetta resta il pressing su Putin

Il G7 non cambia verso sulla guerra in Ucraina: continuare e, se possibile, aumentare la pressione su Mosca. I leader, riuniti a Evian, hanno concordato nuove misure per rafforzare la pressione attraverso ulteriori sanzioni energetiche, secondo quanto riferito da una fonte diplomatica francese. Al coro si è aggiunto Donald Trump. “Presto potremo reintrodurre le sanzioni” sul petrolio russo, ha detto il presidente degli Stati Uniti. “Presto saremo in grado di farlo perché il petrolio ora scorre. Avevamo revocato le sanzioni perché non volevamo ostacolare il flusso di petrolio”, ma ora “siamo nella posizione” di reintrodurle.

Il G7 non cambia verso sull’Ucraina. L’unica ricetta resta il pressing su Putin

“La Russia deve fare un accordo”, ha detto Trump dopo aver incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine del vertice. “Farò tutto ciò che è in mio potere”, ha aggiunto, scatenando il panico in Europa. I funzionari europei temono che Trump, liberato dalla gestione quotidiana della crisi iraniana, possa tentare di riprendere il controllo dei colloqui di pace sull’Ucraina. “Il fatto che Trump fosse distratto non era necessariamente una cosa negativa”, ha affermato un diplomatico dell’Ue a Politico.

L’incontro

Il vertice del G7 ha comunque rimesso Zelensky faccia a faccia con Trump, nel loro primo incontro da fine dicembre. Il presidente ucraino ha incontrato Trump prima in formato trilaterale con Emmanuel Macron e poi da solo, alla presenza del segretario di Stato Marco Rubio. Dopo aver incontrato i leader del G7, Zelensky ha dichiarato che le priorità dell’Ucraina sono “chiare” e prevedono, tra le altre cose, l’aumento del numero di missili per la difesa aerea, la preparazione di un pacchetto di sostegno per il prossimo inverno e il rafforzamento della pressione sulla Russia.

“È importante sottolineare che gli Stati Uniti sono pronti a fornire un sostegno concreto per questi settori di lavoro”, ha tenuto a evidenziare. Nonostante la campagna di raid contro le infrastrutture energetiche russe stia creando non pochi problemi a Mosca, l’Ucraina continua ad avere urgente bisogno di missili per la propria difesa aerea.

Ipotesi

Sull’ipotesi di una data per la ripresa dei negoziati con la Russia, con la mediazione degli Stati Uniti, Zelensky ha affermato che organizzare tali discussioni è “molto difficile”. Il presidente ucraino ha ricordato che avrebbe voluto cogliere l’opportunità del G7 per incontrare Vladimir Putin, ma che la Russia non era d’accordo. “Non sono sicuro che abbiano ricevuto segnali positivi” da parte degli Stati Uniti, ha aggiunto Zelensky. Quanto alla replica di Mosca, che ha proposto a Zelensky di incontrare Putin nella capitale russa, il presidente ucraino ha affermato che Kiev “non partecipa a questi giochetti”, ma che un incontro può svolgersi in un Paese neutrale: “Si potrebbe fare in Svizzera, in Turchia, in un Paese del Medio Oriente”, ha aggiunto. Putin, però, “non vuole mettere fine alla guerra”, ha sottolineato.

La replica

Mosca non ha ricevuto alcuna proposta per un vertice negli Stati Uniti tra il presidente russo Putin e quello ucraino Zelensky, ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, dopo che Zelensky ha detto di aver parlato della possibilità di un simile vertice con il presidente. “Nessuno ci ha ancora contattato con tali proposte. Ne ho sentito parlare dai media, ma niente di più”, ha dichiarato Ushakov, citato dall’agenzia Tass. Il consigliere di Putin ha aggiunto che il presidente russo e quello americano non hanno parlato di questa ipotesi nemmeno durante la loro conversazione telefonica di quasi un’ora, svoltasi domenica. “No, questa possibilità non è stata discussa”, ha sottolineato Ushakov.

La stroncatura

Quella di Zelensky è solo “diplomazia da megafono”, ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, rispondendo al presidente ucraino che lunedì aveva detto di aver proposto a Putin un incontro al G7 di Evian, aggiungendo che Mosca “non è pronta”. “Penso che lui stesso non volesse inviare alcun segnale, perché è impegnato in una diplomazia da megafono”, ha affermato Lavrov.