Il gioiello di Mosca si trasforma in morte

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Di Marcello Di Napoli

Prima si è pensato ad un agguato, poi ad un attentato, infine ad un semplice calo di tensione. Ma niente di tutto ciò. Sono ancora misteriose le cause che hanno portato ieri mattina al deragliamento di un treno della metropolitana di Mosca. Una tragedia nel tunnel tra le stazioni di Slavyansky Boulvard e Park Pobed, in cui hanno perso la vita 21 persone e oltre 150 sono rimaste ferite. Si tratta in ogni caso del più grave incidente nella storia della metropolitana moscovita, fiore all’occhiello della capitale russa.

Il mistero
Tra le ipotesi, dopo quella apparentemente già scartata di una caduta della tensione elettrica, determinata forse dall’attivazione del sistema anti incendio, ci potrebbe essere uno scambio errato, un difetto dei vagoni o un abbassamento dei binari per la costruzione di un tunnel parallelo. Circostanza, quest’ultima, che avrebbe già creato qualche problema nelle scorse settimane, come segnalato da alcuni utenti. Sul posto decine di ambulanze, vari elicotteri e centinaia di soccorritori all’opera per l’evacuazione degli ultimi passeggeri rimasti intrappolati nelle tre vetture uscite dal binario lungo il tunnel.

Le difficoltà
I soccorsi sono stati particolarmente ardui. Infatti Park Pobedy, con i suoi 84 metri sotto il livello del suolo, è una delle più profonde stazioni della metropolitana di Mosca e la fermata più vicina arriva al grande parco che circonda il Museo russo della Seconda Guerra Mondiale, che è sempre molto affollato. È stato escluso dalle autorità lo scenario di un nuovo attentato terroristico, quando due kamikaze cecene si fecero esplodere in due differenti stazioni causando una quarantina di morti. Il comitato investigativo ha però aperto un’inchiesta per violazione della sicurezza nei trasporti, provvedimento che lascia aperta in realtà l’ipotesi del dolo. Gli incidenti sono frequenti nella metropolitana di Mosca, ma quelli mortali sono rari. Intanto le famiglie delle vittime e i 150 feriti gridano vendetta ad uno stato che non rimarrà certamente a guardare. A cominciare dal sindaco della città, Serghei Sobianin, il quale ha proclamato una giornata di lutto per oggi e ha promesso di licenziare tutti responsabili dell’accaduto. Fioccano le polemiche contro le autorità, accusate di spendere troppo nell’estensione della rete metropolitana ma non abbastanza in manutenzione. Ad onore del vero, però, la metro moscovita è stata un vanto non solo per la sua bellezza e la sua puntualità, ma anche per la sicurezza. Fino ad ora.

I precedenti
Quello di oggi è il primo vero incidente mortale, se si esclude quello del 1982, quando il crollo di una scala mobile alla stazione Aviamotornaia causò 8 morti e 30 feriti. Per il resto solo alcuni incidenti minori, senza vittime. L’ultimo nel giugno dello scorso anno, con 60 feriti e 4500 evacuati tra fiamme e fumo nella linea rossa a causa di un corto circuito di un cavo ad alta tensione. Intanto il Comune di Mosca sta svecchiando le vetture di epoca comunista, con un’inedita gara d’appalto internazionale da 6,45 miliardi di dollari per fornire da 2500 a 3500 vagoni fornendone anche la manutenzione.

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