Il Gip spazza via i dubbi: “Fu De Santis a sparare”

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dalla Redazione

Dopo aver ascoltato i testimoni, i Pm sono convinti:  gli scontri all’Olimpico hanno visto coinvolte almeno quattro persone, con il casco in testa, che erano insieme all’ex ultrà romanista Daniele De Santis quando è avvenuta la sassaiola, con lancio di petardi, contro un bus con i tifosi del Napoli.

Il gruppo di aggressori si è dileguato al primo accenno di reazione dei napoletani in una direzione diversa a quella di De Santis. Il quale, raggiunto da un primo gruppo di supporter azzurri, ha fatto fuoco quattro volte. Ieri il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in audizione davanti alle Camere aveva escluso “la partecipazione all’azione violenta” delle persone “con i caschi” indicati da un testimone.

Intanto, il prefetto Alessandro Pansa dedica un passaggio del suo discorso per la celebrazione del 162mo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, di cui è capo, alle violenze e alle tensioni che sabato scorso hanno preceduto, dentro e fuori dello Stadio Olimpico di Roma, la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Pansa definisce i violenti “delinquenti” più che tifosi e annuncia l’adozione a breve di nuove misure di contrasto perché simili situazioni non si verifichino più.

“Si deve fare ancora di più – ha scandito Pansa- per individuare nuove e più incisive forme di contrasto”. Il capo della polizia ha poi ricordato che, sul piano del contrasto alla violenza negli stadi, nel corso dell’anno sono stati arrestati 128 supporter, un dato in crescita rispetto al 2013. “Contro la violenza negli stadi – ha detto Pansa nel suo discorso – è già stato innalzato il livello di contrasto”, infatti gli arresti sono passato dai 41 dello scorso campionato ai 128 di quello attuale. “Si tratta di tifosi – ha aggiunto Pansa – che io definirei in realtà delinquenti”.

Tra le misure di carattere generale auspicate da Pansa, “non dovrebbe essere più tollerabile che a manifestazioni autorizzate prendano parte impunemente persone mascherate e armate. Servono sanzioni anche se non spetta a noi tale decisione”.

Pansa ha confermato che è in dirittura d’arrivo “un regolamento con valore normativo capace di prevedere con certezza e omogeneità i comportamenti delle forze dell’ordine in occasione di controlli, fermi e manifestazioni. Saranno regole note a tutti, chiare e vincolanti, e serviranno a tutelare i cittadini, ma anche e soprattutto gli agenti che oggi operano spesso senza sapere in che modo la loro condotta sarà valutata dall’Autorità giudiziaria e dai superiori. Questo vogliamo che non accada mai più”.

“Il mio obiettivo – ha concluso il capo della polizia – è quello di continuare a garantire a tutti il diritto di manifestare liberamente le proprie opinioni, ma nel rispetto del diritto dei cittadini a non vedere danneggiati i propri beni e le proprie attività e il diritto degli operatori dell’ordine pubblico a non rischiare ogni giorno l’incolumità e la carriera”.

Elogi alle forze dell’ordine erano giunti ieri dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, durante la ricostruzione dei fatti svolta in audizione alla Camera. Un racconto da cui, secondo il ministro, è emerso come lo svolgimento della partita non sia mai stata in discussione, che la polizia ha contenuto la reazione dei tifosi napoletani dopo il grave ferimento di Ciro Esposito e che con gli ultrà della curva partenopea non c’è stata alcuna trattativa.

Piuttosto divergente la disamina del giudice sportivo, che sanzionando le società Napoli e Fiorentina ha evidenziato come, in base alle segnalazioni degli steward, i tifosi del Napoli avessero manifestato l’intenzione di invadere il terreno di gioco, furiosi per il ferimento di Ciro Esposito, se il capitano della squadra, Marek Hamsik, non si fosse recato sotto la curva a parlare con i capi ultrà.

Per il presunto sparatore di Ciro Esposito, l’ex ultrà della Roma Daniele De Santis, il Gip di Roma ha convalidato l’arresto e disposto la detenzione in carcere. Nell’ordinanza, il magistrato Giacomo Ebner scrive come De Santis mostri una “natura incontenibile e specialmente violenta”, “la comprovata incapacità a misurare la gravità delle proprie azioni” e “un generale atteggiamento di sfida nei confronti dell’ordinamento e delle sue regole”.

Comportamento che fonda, nel giudice, “il convincimento che ogni altra misura, al di fuori della custodia cautelare in carcere, risulti inadeguata” vista l’esigenza di evitare che “possano essere commessi reati dello stesso tipo di quello contestato”.

Il giudice, infine, fa riferimento alla “manifesta tendenza” di De Santis a farsi “giustizia da sè e i gravi, reiterati e specifici precedenti penali e carichi pendenti”. Per tutto questo, e “allo stato della documentazione in atti, si ritiene individuato in De Santis, l’autore dei colpi di arma da fuoco”. E il magistrato cita la testimonianza di un testimone, un tifoso del Napoli.

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di Gaetano Pedullà

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