Il Governo in panne sui migranti

Quasi mille migranti sono ancora in mare. La Norvegia rifiuta la richiesta italiana di accoglierli. Parigi, invece, è disponibile.

Il Governo Meloni è in panne sui migranti. Quelli salvati nel Mediterraneo centrale “hanno bisogno di un porto sicuro”, affermano, in un nuovo appello, le ong a proposito dei 985 migranti che da quasi due settimane sono a bordo delle navi Geo Barents di Medici senza frontiere, Ocean Viking di Sos Mediterranee e Humanity1 di Sos Humanity.

Il nuovo appello delle ong: “985 migranti salvati nel Mediterraneo centrale hanno bisogno di un porto sicuro”

“Queste persone hanno necessità di sbarcare per motivi psicologici e medici” affermano ancora le stesse ong mentre dalla Norvegia arriva un No alla richiesta di accoglienza di una parte di essi avanzata dal Governo italiano.

“Da anni sosteniamo che gli Stati dell’Europa centrale si debbano fare carico di alleviare la pressione degli arrivi dei Migranti sull’Italia e su Malta: per noi l’importante è che la Ocean Viking sbarchi nel porto sicuro più vicino e speriamo che questo avvenga il più presto possibile” sostiene la ong Sos Méditerranée precisando che “la redistribuzione dei Migranti non è nostra competenza, quindi non abbiamo nulla da commentare su questo”.

Il ministro francese Darmanin: “Abbiamo detto all’Italia che accoglieremo una parte dei migranti, delle donne e dei bambini”

“Abbiamo detto all’Italia – ha affermato il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, intervistato questa mattina da RMC-BFMTV, e lo diciamo insieme alla Germania, che se quella nave umanitaria (Ocean Viking) verrà accolta in Italia, anche noi accoglieremo una parte dei migranti, delle donne e dei bambini, affinché l’Italia non si debba prendere carico da sola del fardello di questo arrivo di migranti”.

“Ho incontrato il nuovo ministro dell’Interno italiano (Matteo Piantedosi,ndr). Non dubitiamo che l’Italia rispetterà il diritto internazionale”, ha detto Darmanin, incalzato dalla stampa francese sulla situazione delle navi bloccate nel Mediterraneo. “Ma diciamo anche all’Italia che il problema della sua geografia, di essere dunque il Paese più vicino a questa nave (umanitaria.ndr.), non significa che debba essere lasciata sola”.

Il ministro francese ha anche sottolineato che l’Italia fa una “grande parte di umanità”. “Non dubitiamo un solo istante che l’Italia, membro dell’Unione europea, che ha firmato tutte le convenzioni internazionali”, rispetti il diritto internazionale, ha ribadito Darmanin, che appena pochi giorni fa è stato in visita a Roma con il presidente, Emmanuel Macron.

La Norvegia non ha alcuna responsabilità per le persone a bordo di navi private o di Ong battenti la sua bandiera nazionale. Lo ha precisato l’ambasciatore norvegese a Roma, Johan Vibe, in una dichiarazione alla Reuters, dopo che l’Italia ha esortato Oslo e Berlino a farsi carico di quasi 1.000 Migranti bloccati nel Mediterraneo.

“La Norvegia non ha alcuna responsabilità”

“La Norvegia non ha alcuna responsabilità ai sensi delle convenzioni sui diritti umani o del diritto del mare per le persone imbarcate a bordo di navi private battenti bandiera norvegese nel Mediterraneo”, ha affermato il diplomatico esponendo la posizione del governo di Oslo. Nella sua risposta,  Vibe ha sottolineato che “la responsabilità principale del coordinamento del lavoro per garantire un porto sicuro per coloro che si trovano in pericolo in mare ricade sullo stato responsabile dell’area di ricerca e soccorso in cui è stata prestata tale assistenza”.

Tajani: “Se si vuole entrare in acque italiane bisogna sapere chi c’è a bordo”

“Se si vuole entrare in acque italiane bisogna sapere chi c’è a bordo, quante donne, quanti bambini, se hanno diritto d’asilo, e tutte queste persone vanno identificate dalle autorità a bordo. Dobbiamo sapere chi arriva Italia, è un problema di sicurezza” ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“L’Italia ha sempre detto che è pronta ad aiutare anche con l’invio di mezzi, è accaduto anche in questi giorni, coloro che hanno problemi di salute a bordo”, perché, ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo, “la tutela della vita umana è la priorità numero uno”. Ma una volta difeso questo assunto, l’Italia “ha posto un problema di legalità. Non si tratta di nessuna azione contro la Germania e contro chicchessia. Vogliamo sapere chi entra”.

Tajani ha poi osservato che “ci sono tanti altri porti sicuri” oltre ai nostri, ed ha sottolineato che “non si può lasciare nel Paese d’arrivo tutti i migranti”. La questione migratoria va risolta con una “strategia europea”, che preveda anche un “piano Marshall per l’Africa”.