Il governo non sa dove prendere i 19 miliardi promessi per la Difesa

Il governo non sa dove prendere i 19 miliardi promessi per la Difesa. Rispondendo a un'interrogazione di Avs, il Mef rinvia a documenti futuri

Il governo non sa dove prendere i 19 miliardi promessi per la Difesa

Giorgia Meloni si è presentata al vertice Nato di Ankara rivendicando che “oggi noi siamo al 2,8% del Pil” per le spese della difesa, aggiungendo che il prossimo anno il governo farà “i suoi sforzi per crescere ancora”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha quantificato in 19 miliardi le risorse per la difesa da inserire nella Manovra che ha un orizzonte triennale. Ma la domanda che Giuseppe Conte rivolge al governo è la seguente: “Meloni dovrebbe spiegare dove va a prendere i 19 miliardi già programmati nella prossima legge di bilancio. Dove li prende date le condizioni economiche dei nostri cittadini, delle famiglie sempre più impoverite, delle imprese che sono schiacciate dalla pressione fiscale record. Io non farei queste dichiarazioni da fenomeno”, ha detto il leader del M5S, paventando il rischio di tagli dolorosi o di un un debito pubblico aggiuntivo che toccherà ai prossimi governi ripagare.

Il governo non sa dove prendere i 19 miliardi promessi per la Difesa

La verità è che il governo non lo sa. O se lo sa non lo può dire. Rispondendo all’interrogazione presentata da Marco Grimaldi (Avs) in commissione Bilancio in cui si chiedeva “con quali risorse reali” si intende finanziare il preannunciato incremento delle spese per la difesa, il Mef ha spiegato che “dell’incremento delle spese per la difesa sarà dato conto negli specifici documenti di finanza pubblica e tale incremento terrà conto del quadro della governance economica europea e degli strumenti previsti dalla stessa, anche sulla base della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2025 concernente la clausola di salvaguardia nazionale per il rafforzamento del settore della difesa”.