Il Jobs Act non aiuta a trovare lavoro. Poletti pensa al nuovo doping con gli incentivi per le assunzioni

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Un ulteriore “doping” per le assunzioni. Perché i dati sull’occupazione confermano che gli effetti del Jobs Act sono già finiti: giusto qualche giorno fa infatti l’Inps ha indicato che il saldo tra nuovi contratti e cessazione dei rapporti di lavoro è di +76.324 unità. Un peggioramento netto rispetto al 2015. E così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha annunciato iniziative per la prossima legge di Stabilità: “Il 2017 è l’ultimo anno del triennio di incentivi previsti dal Jobs Act. Stiamo valutando se mantenerli in termini generali, oppure applicarli con una maggiore selettività, magari riferendoli più ai giovani o alle persone in maggiore difficoltà nel trovare una occupazione”.

Poletti ha poi cercato di minimizzare i dati negativi: “Che quest’anno ci fosse un calo sull’aumento delle assunzione a tempo indeterminato era prevedibile, perché l’anno scorso abbiamo avuto un record ‘mondiale’ di queste assunzioni. È evidente che le imprese hanno utilizzato l’incentivo al massimo e quelle assunzioni sono ancora oggi in essere”. Entrando nel dettaglio il ministro ha raccontato: “Abbiamo avuto 2 milioni e 200 mila contratti a tempo indeterminato da quando abbiamo introdotto il contratto a tutele crescenti. E che oggi ci sia un calo nei nuovi è ragionevolmente motivato dal fatto che ne abbiamo accumulato una quantità molto più alta dell’anno passato”. Poletti ha rivendicato: “Da quando siamo al governo abbiamo 585 mila posti di lavoro in più, di cui quasi 400 mila a tempo indeterminato”.

Infine il ministro ha toccato il tema dei voucher: Lo stiamo affrontando e nel prossimo Consiglio dei ministri approveremo una norma che obbliga la loro tracciabilità. Qualunque impresa sarà tenuta a mandare un sms, una mail o una comunque comunicazione all’Ispettorato del lavoro del territorio almeno un’ora prima dell’inizio del lavoro. Quindi chi li usa furbescamente non lo potrà più fare”.

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