Il Jobs Act spinge l’occupazione. I dati Inps segnano 319 mila contratti in più rispetto al 2014. Ma solo nelle solite Regioni. Al Sud non c’è alcun segnale di crescita

L’effetto Jobs Act si sente stando agli ultimi dati diffusi dall’Inps che parlano di 319 mila contratti a tempo determinato in più nei primo otto mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo 2014. Dati che emergono dall’Osservatorio sul precariato Inps. Stando al settore privato sono 1.164.866 i nuovi contratti che risultano essere 90mila in più rispetto alle cessazioni lavorative. Non solo nuove assunzioni, ma anche trasformazioni da tempo determinato. Secondo i dati Inps le trasformazioni a tempo indeterminato sono state 276.658 quelle da contratti a termine, 55.134 quelle da contratto di apprendisti; per un totale di contratti fissi in più nell’anno di 425.455 unità.Gli assunti con la decontribuzione sono stati 790mila nei primi otto mesi dell’anno. Le regioni dove ci sono state maggiori assunzioni sono Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche e Piemonte. Il Mezzogiorno continua a soffrire.

Il Jobs Act spinge l’occupazione. I dati Inps segnano 319 mila contratti in più rispetto al 2014. Ma solo nelle solite Regioni. Al Sud non c’è alcun segnale di crescita
Pubblicato il - Aggiornato il alle 17:10
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