Il Jobs Act sta funzionando. All’orizzonte altri 83mila posti. Unioncamere elabora le intenzioni delle imprese. Da 36 mesi non si vedeva un saldo così positivo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

C’è ma non si vede. Eppure – al di là della percezione – i numeri dicono chiaro che qualcosa si muove. Poco, ma si muove. L’ultimo dato arriva da Uniocamere, l’associazione del sistema camerale italiano. Non certo un mondo amico del Governo, che già un anno fa ha tagliato enormemente i fondi proprio alle Camere di commercio. I nuemri, però, sono argomenti testardi e come li giri giri alla fine danno un trend difficile da confutare. E cosa dicono questi numeri? Dicono che il Jobs Act e le altre riforme dell’Esecutivo renzi stanno funzionando. Non si vedeva infatti da 36 mesi un saldo positivo tanto consistente nelle previsioni di assunzione del settore privato. Si tratta di 83mila posti di lavoro aggiuntivi che le imprese dell’industria e dei servizi intendono creare tra aprile e giugno 2015. Di questi, 82mila sono destinati a lavoratori dipendenti.

TRIMESTRE POSITIVO
La stima è elaborata dal sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro relativi al secondo trimestre 2015. “Le assunzioni previste a tempo indeterminato (68.400) toccano il massimo storico dal gennaio 2012, andando a rappresentare il 24% delle entrate totali, mentre i saldi positivi attesi entro giugno si estendono un pò a tutti i settori pur concentrandosi sul turismo, per l’approssimarsi della stagione estiva”, dice lo studio. Una crescita che Unioncamere rileva su tutto il territorio. Non c’è dunque solo un’onda lunga nel Nord legata all’effetto Expo, ma il trend positivo per le assunzioni si inizia a vedere anche nel resto del Paese. Le previsioni di assunzioni raggiungono così le 25mila unità nel Nord Est e nel Mezzogiorno, sfiorando le 19mila nel caso del Centro. Briciole rispetto all’immensa fame di lavoro e ai troppi anni in cui si è persa occupazione, soprattutto tra i giovani. Aver invertito la rotta è però il segnale di un cambiamento quasi insperato. Risulta così un saldo positivo di 83mila nuovi posti di lavoro, che deriva dalla differenza tra 282mila entrate e 199mila uscite attese.

VOLA IL TURISMO
Unioncamere fa quindi un’analisi di queste cifre, concludendo che “il confronto con il secondo trimestre 2014 consente di cogliere l’effetto dei più recenti provvedimenti in materia di mercato del lavoro: le assunzioni a tempo indeterminato sono infatti quasi l’80% in più di un anno fa. Meno cospicua, invece, la crescita delle assunzioni previste con contratto a tempo determinato (157mila, +4,6% rispetto al II trimestre 2014) e dei contratti interinali (27mila le entrate, +7,8%). In calo, invece, le entrate previste con contratti di apprendistato (saranno 8.800, -8,7% rispetto a un anno fa) e, soprattutto, le collaborazioni a progetto (8.500 quelle attese, con una riduzione del 36,4% rispetto ad aprile-giugno 2014)”. A spiccare, infine, anche per effetto della stagionalità, il settore turistico, con 61.600 posti di lavoro aggiuntivi nel trimestre.