Il Morandi non resterà impunito: chi ha sbagliato deve pagare. Parla il sottosegretario M5S alle Infrastrutture, Dell’Orco: “La revoca della concessione legata al parere degli esperti”

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“Agire per il bene dei cittadini e nell’interesse della collettività”. Secondo il sottosegretario 5S alle Infrastrutture, Michele Dell’Orco, la regola da seguire nella vicenda Autostrade per l’Italia, è chiara e semplice.

Di Maio non molla: via le concessioni a chi non ha fatto manutenzione. Il vicepremier addebita ad Autostrade per l’Italia, controllata da Atlantia la holding dei Benetton, la tragedia di Genova. Ritiene che revocarle la concessione sia un modo per fare giustizia?
“La tragedia che ha colpito Genova lo scorso 14 agosto e il suo ricordo non potranno certo essere cancellati. Il minimo che possiamo fare, oltre alle risorse e agli aiuti già erogati alla popolazione e una rapida ricostruzione del ponte, è però agire perché chi ha sbagliato paghi. I processi si faranno ovviamente nelle aule giudiziarie, ma noi come Governo abbiamo l’obbligo, anche morale, di esigere che i concessionari autostradali facciamo la dovuta manutenzione. E, in caso contrario, revocare la concessione”.

Di Maio chiede che la procedura di revoca della concessione ad Autostrade sia avviata entro il 14 agosto, data della ricorrenza del crollo del Ponte Morandi. Ci sono i tempi e, soprattutto, non c’è il rischio che lo Stato si ritrovi a dover pagare pesanti penali?
“La procedura amministrativa, che come potete immaginare ha i suoi tempi, sta andando avanti. Proprio nelle prossime ore aspettiamo un importantissimo tassello, ovvero il parere giuridico sulla revoca, che dovrà arrivare dalla commissione tecnica di supporto al Mit. Si tratta di un importantissimo parere in base al quale potremo, con spirito laico, agire per il bene dei cittadini e unicamente nell’interesse della collettività”.

Ma la Lega è d’accordo sulla revoca della concessione?
“Non credo che la Lega, al netto degli annunci, voglia veramente postporre l’interesse degli italiani a quello di una singola azienda. Sono d’accordo con noi che chi ha sbagliato deve risponderne”.

Di Maio si è spinto anche oltre: “Atlantia è decotta, non può essere coinvolta” nel salvataggio di Alitalia, se entra nella compagnia farà “perdere valore anche agli aerei”. Una chiusura definitiva ad Atlantia in Alitalia? E in questo caso che alternative ci sono per salvare la compagnia?
“Come ha già avuto modo di dire il Ministro Toninelli, la questione autostrade e la questione Alitalia non sono sovrapponibili. Al momento comunque si sta parlando del nulla perchè non mi risulta ci sia una formale manifestazione di interesse di Atlantia su Alitalia. Sono mesi che il Ministro Di Maio sta lavorando sul dossier della compagnia aerea di badiera e sono certo che a breve avremo grandi novità per il salvataggio”.

Intanto Atlantia accusa Di Maio di danno reputazionale e di turbativa sull’andamento del titolo riservandosi azioni legali. Ci sono i presupposti perché lo Stato faccia altrettanto?
“Ci sono i presupposti perché lo Stato pretenda che un concessionario investa i ricavi in manutenzione e sicurezza, invece di usare il bene pubblico solo per arricchirsi. Questo è il presupposto da cui siamo partiti per attuare quella rivoluzione nei pedaggi, ad esempio, che stiamo realizzando grazie ai nuovi poteri dati all’Autorità di regolazione dei Trasporti. Con il nuovo modello di Art, infatti, abbiamo pedaggi tendenzialmente più bassi, legati alla manutenzione effettiva e ai reali investimenti dei concessionari. Questo significa servizi migliori per i viaggiatori, caselli meno cari, infrastrutture più sicure. Una rivoluzione doverosa, a garanzia dei cittadini, ma che è ovviamente stata salutata negativamente dai concessionari perchè per chi sfruttava le autostrade come la gallina dalle uova d’oro la pacchia è finita. Vogliamo autostrade sicure e performanti che abbiano un costo adeguato al servizio offerto; anche per questo abbiamo interloquito con i concessionari e ottenuto il blocco degli aumenti dei pedaggi anche per quest’estate. La strada è lunga ma ritengo che siamo sulla traiettoria giusta”.

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