Il Movimento assedia la Raggi. Le cambiano il vice sindaco: De Vito o Colomban al posto di Bergamo. I magistrati pronti a sentire la prima cittadina

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I telefoni scottano sulla linea Genova-Milano-Roma. L’interrogatorio di Virginia Raggi occupa tutte le energie dei vertici Cinque Stelle. L’incontro con i pm potrebbe tenersi già oggi oppure nel prossimo fine settimana. Fino a ieri, stando a quanto ha dichiarato il legale della sindaca, Alessandro Mancori, la data dell’interrogatorio non era stata ancora fissata.  La prima cittadina sarà chiamata a rispondere delle accuse di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico in relazione alla nomina di Renato, fratello del suo ex braccio destro, Raffaele Marra. Una vicenda che inevitabilmente tiene col fiato sospeso l’intero Movimento. Tant’è che i vertici sono in stretto contato con Roma e stanno limando una via di fuga. Di mollare la Raggi al suo destino per ora non se parla.

In pole position – Ecco perché, come hanno confermato diverse fonti a La Notizia, nonostante Grillo smentisca via blog l’esistenza di piani B, si fa sempre più forte l’ipotesi di affiancarle un vicesindaco fidato. Se Raggi fosse costretta a un passo indietro (un’autosospensione), infatti, il vice diventerebbe centrale. I nomi attorno a cui si ragiona sono due. Uno è senza dubbio quello di Marcello De Vito: “Il rapporto con Grillo si è intensificato – ha racconatto un insider – In questa fase rappresenta letteralmente gli  occhi e le orecchie di Beppe in Campidoglio”. Ma se il presidente dell’Assemblea capitolina e fedelissimo di Roberta Lombardi è gradito al leader genovese, il super assessore alle Partecipate, Massimo Colomban non dispiace a Davide Casaleggio. Ammesso che accetti. Dal momento che sondato in passato proprio su questo ruolo si era detto non disponibile. Comunque, mentre vertici e big M5s si attrezzano per parare eventuali colpi, in Campidoglio si preparano all’interrogatorio. A quanto ha appreso La Notizia, la linea difensiva sarebbe ormai già messa a punto.

Parola alla difesa – I legali presumibilmente punteranno sul fatto che la nomina a capo del Dipartimento capitolino al Turismo di Renato Marra, proprio perché subito revocata, non ha comportato alcun danno erariale. Ma potrebbero cercare di dimostrare anche come la Raggi sia stata presa in giro da Marra (nella chat la sindaca si stupisce dell’aumento di stipendio connesso alla nomina del fratello del suo ex braccio destro). Una strategia che però potrebbe rivelarsi pericolosa sul piano politico: ne verrebbe fuori l’immagine di una persona facilmente raggirabile. La sindaca, però, avrebbe anche un’altra cartuccia da spendere: in fondo il fratello dell’ex ufficiale della Guardia di Finanza aveva tutti i requisiti per fare un salto di fascia. E se, paradossalmente, impedirglielo avrebbe prefigurato una sorta di discriminazione al contrario? Qualunque sia la difesa giudiziaria, il nodo politico rimane. E rischia di complicarsi qualora fosse accertato un coinvolgimento di Marra nel dossieraggio ai danni di De Vito per ostacolarne la candidatura a sindaco.