Il Movimento espellerà i furbetti. Distanza abissale tra M5S e Lega. Parla il sociologo De Masi: “Fanno bene i grillini a cacciarli. Gravissimo per un onorevole aver chiesto il bonus”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“È gravissimo che un parlamentare abbia percepito dell’ormai famoso bonus per le Partite Iva, ma è ancora più grave che l’abbia fatto uno del Movimento cinque stelle”. È chiaro sul punto il professor Domenico De Masi, autorevole sociologo da sempre vicino al mondo pentastellato. Che, proprio in riferimento al Movimento cinque stelle, elogia la scelta fatta di espellere l’eventuale furbetto pentastellato: “Condivido pienamente la scelta. Deve essere cacciato prima di subito. Anzi se io fossi in lui lo direi subito…”.

Si auto-denuncerebbe?
Assolutamente sì. Perlomeno salverei un minimo la faccia. Dopotutto è meglio auto-denunciarsi che aspettare che l’Inps fornisca i nomi e si venga a sapere comunque.

La Lega, invece, pare abbia deciso di non espellere più nessuno. Meglio sospendere i furbetti del bonus…
Beh, capiamoci: c’è un abisso tra il mondo della Lega e quello dei Cinque stelle. Ma attenzione: non lo dico per simpatie politiche, ma proprio da un punto di vista sociologico. La base dei due partiti è profondamente diversa, così come i parlamentari. I primi sono “volponi”, i secondi spesso anche inesperti. E per la base elettorale il discorso è simile: quella 5 stelle non accetterebbe mai una semplice sospensione; probabilmente quella leghista sarebbe ben disposta ad accettare una punizione più blanda.

Al di là di come andrà, resta il fatto che l’immagine emersa della politica italiana non è encomiabile.
No. Però bisogna stare molto attenti a non generalizzare.

In che senso, professore?
Di quanti politici parliamo? Escludendo i consiglieri comunali che hanno solo gettoni di presenza e non navigano nell’oro, parliamo di mille casi?

Più o meno.
Ecco: parliamo di circa mille casi su 60 milioni di italiani. Non bisogna generalizzare. La classe politica può essere ed è meglio di come viene rappresentata ultimamente. Peraltro chissà quanti scrivono anche sui social spargendo peste e corna su tutta la classe politica ma poi hanno rubato anche più di 600 euro.

Addirittura?
Crede che siano meno di mille gli italiani che, magari non emettendo fattura, si sono “intascati” 600 euro che non gli spettavano? Dico solo che è sbagliato sparare a zero e credersi meglio degli altri.

L’immagine che è passata, però, è profondamente diversa.
Credo che si sia fatto un eccessivo parlare dei cinque furbetti, cosa scandalosa per carità. Però poi si crea un immaginario collettivo distorto. Ripeto: parliamo di un fenomeno da denunciare, ma del tutto marginale rispetto alla totalità della classe politica.

Perché si è arrivati a questo punto?
Mi concede una battuta?

Certo.
Perché è estate e non c’è granché da dire. Non c’è neanche un Salvini al Papeete che fa saltare il governo. E così si finisce a parlare di cinque deputati, di cui peraltro solo tre avrebbero effettivamente percepito il bonus.

Insomma, sbagliato generalizzare ma chi ha sbagliato deve pagarne le conseguenze.
Esatto.

Sembra quasi un controsenso.
Non lo è. Pure se tanti cittadini, anche non emettendo fattura, rubano soldi allo Stato, che lo faccia un parlamentare non è assolutamente scusabile. Pensi alle prostitute: è sbagliato andarci? No. Però se ci va un sacerdote è non solo deprecabile ma anche da condannare. Il punto è che non si può ricoprire un ruolo di vertice e rappresentativo e non essere da esempio.