Il Movimento ha senso finché riuscirà a fare gli interessi dei cittadini. Parla la deputata Baldino (M5S): “L’Umbria non era un test sul Governo ma il modello non è replicabile”

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“Abbiamo sempre detto che, quello dell’Umbria, non era un test nazionale. Era scontato che l’esito del voto umbro non avrebbe dovuto avere nessuna conseguenza sulla stabilità dell’attuale esecutivo”. Non ha dubbi la deputata M5S, Vittoria Baldino. “Ciò non toglie che l’analisi di ciò che è successo ci ha dato importanti spunti di riflessione, che sono stati sintetizzati dal nostro capo politico”.

Intanto è arrivata una prima intesa nella maggioranza sulla Manovra…
“Su questa prima bozza d’accordo sulla Manovra ricordiamo innanzitutto che, la nascita di questo Governo, ha scongiurato l’aumento dell’Iva che avrebbe pesato, sull’economia di ogni famiglia italiana, per quasi 600 euro. Ricordo a tutti che, la follia di Salvini, che ha fatto cadere l’esecutivo solo per avere qualche poltrona in più, oltre a ad averci fatto rischiare l’aumento dell’Iva, ha rischiato anche di mandare il Paese in esercizio provvisorio. Il segnale è che noi vogliamo continuare a lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini e che siamo in Parlamento e al Governo per questo, per fare le cose, con un preciso mandato datoci dai nostri elettori, che intendiamo rispettare”.

A proposito di Manovra, come giudica l’impianto che si sta delineando?
“Non posso dare un giudizio definitivo prima di avere visto il testo finale. Ma posso dire che stiamo lavorando alacremente in modo che ci siano più aiuti per le famiglie e che i grandi evasori, che danneggiano chi si spacca la schiena onestamente per arrivare a fine mese, paghino con il carcere. Inoltre abbiamo lavorato per eliminare qualsiasi tassa sulla casa, per rivedere alcune norme che potevano dare la percezione di penalizzare il ceto medio, ed abbiamo lasciato la cedolare secca per gli affitti a canone concordato al 10%. Nella bozza c’è anche l’abolizione del superticket, a partire dall’autunno 2020.”.

Resta il nodo politico dei rapporti con il Pd Per Di Maio l’esperimento in Umbria è fallito e non può essere replicato. È d’accordo? E l’alternativa qual è?
“L’alternativa è il Movimento 5 stelle, lo abbiamo sempre detto, siamo alternativi ai vecchi partiti. Abbiamo sempre detto che vanno superati gli schemi di destra e sinistra, e che il nostro compito è fare le cose per i cittadini. Di Maio ha correttamente chiesto il parere agli eletti di Emilia Romagna e Calabria, se era il caso di replicare o meno il patto civico umbro. La risposta, da chi lavora e si impegna ed ha il polso del territorio è stata chiara, Di Maio ha fatto la sintesi: in queste due regioni andremo soli”.

E sulla riorganizzazione del Movimento, annunciata all’indomani delle Europee, a che punto siete e basterà ad invertire la rotta o serve altro?
“Dalla prima metà di ottobre e fino a verso la metà di novembre, il Movimento sta raccogliendo e raccoglierà tutti i progetti delle persone che vogliono far parte della nuova squadra. Dopo di che si farà una sintesi e a dicembre si voterà per la riorganizzazione nazionale e regionale del Movimento. è nel nostro dna chiamare a partecipare tutti coloro che vogliono dare una mano e un contributo per una fase così importante e necessaria per noi. Il nostro è un Movimento nato dal basso e che si tiene in piedi grazie al lavoro e al sacrificio di molti attivisti e militanti”.

Fatto il Reddito di cittadinanza, il taglio dei parlamentari e dei vitalizi, lo spazzacorrotti e le manette agli evasori evasori, le parole guerriere del Movimento vanno via via esaurendosi. Crede sia arrivato il momento di indicarne di nuove e quali?
“Lei dimentica il decreto dignità portato avanti con determinazione dall’allora ministro del lavoro, Di Maio, da tutto il Movimento. Ebbene i dati parlano da soli. Le ultime rilevazioni Istat sulla disoccupazione giovanile, dimostrano che è in calo da quando è entrato in vigore il provvedimento. Comunque i problemi degli italiani restano, quindi non si esaurisce nulla, bisogna continuare a lavorare per risolverli, ma ciò che noi facciamo, le norme che approviamo per i cittadini, per dare risposta alle loro istanze, continua ad avere effetti positivi e concreti sul miglioramento della loro qualità di vita. Non contano le parole guerriere, ma i fatti, cosa siamo in grado di fare per gli italiani. Finché riusciremo a farlo, avrà senso la nostra esistenza”.

A gennaio si vota in Emilia. Un altro successo del Centrodestra potrebbe dare la spallata al Governo?
“Ribadisco che le elezioni locali hanno un risvolto locale, anche se possono dare importanti spunti di riflessione a livello nazionale. Noi, comunque, andremo da soli, al massimo con liste civiche, perché bisogna trarre insegnamenti dal voto in Umbria”.