Il pantano del Milleproroghe. Dall’Ilva al contante, Draghi battuto 4 volte nella notte. Esecutivo sotto anche su sperimentazione animale e scuola

Milleproroghe
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È stata una nottataccia per la maggioranza alle prese con l’esame degli emendamenti al decreto Milleproroghe nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera. La frattura nella maggioranza si consuma su un terreno già scivoloso. Il dietrofront sull’utilizzo per la decarbonizzazione dei soldi per le bonifiche dell’Ilva e riportano a 2mila euro fino al prossimo anno il tetto al contante, sceso a mille da gennaio.

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La Lega e Forza Italia hanno votato con Fratelli d’Italia una retromarcia sul contante, così il tetto è tornato a 2mila euro. La modifica sposta di fatto l’entrata in vigore della soglia più bassa di un anno, dal primo gennaio 2022 al primo gennaio 2023. La modifica è passata per un solo voto con il parere contrario del governo. Per quanto riguarda l’acciaieria il primo firmatario Gianpaolo Cassese (M5S) ha spiegato: “Le risorse finalizzate alle opere di bonifica e ripristino del territorio di Taranto non si toccano”.

L’ex premier, Giuseppe Conte, su Twitter ha scritto: “Il Movimento ha impedito che 575 milioni fossero sottratti alle bonifiche dell’ex Ilva di Taranto: dovranno essere investiti a tutela dell’ambiente e della salute, salvaguardando anche la possibilità di reimpiegare oltre mille lavoratori. Giù le mani dalle priorità dei cittadini”. Per Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio a Montecitorio, la decarbonizzazione “è un obiettivo imprescindibile” ma “non può essere perseguito a detrimento di altri doveri dello Stato, come il ripristino di un ambiente salubre dove l’acciaieria ha inquinato”.

Come se non bastasse la maggioranza si è spaccata anche su un emendamento che riguarda la sperimentazione sugli animali. “La proroga di oltre tre anni dell’entrata in vigore dei divieti di sperimentazione animale negli studi sugli xenotrapianti d’organo e le sostanze d’abuso rappresenta una vittoria per la ricerca biomedica italiana e per i nostri ricercatori”, scrive in una nota Angela Ianaro, deputata del M5S in Commissione Affari sociali.

C’è infine il capitolo scuola su cui il governo il quarto schiaffo con il via libera alle proroghe per il personale precario, e non solo del comparto istruzione ma più in generale della pubblica amministrazione contro il parere dell’Esecutivo.