Il Papa prega per invocare la fine della Pandemia. Trasferito nella Basilica di San Pietro il crocefisso che nel 1522 liberò Roma dalla peste

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Il Papa, questa sera, ha pregato nella Basilica di San Pietro per invocare la fine della pandemia di Coronavirus.  “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre – ha detto Francesco durante la sua preghiera prima della benedizione Urbi et Orbi – si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”.

Per l’occasione è stato trasferito nella Basilica di San Pietro il crocefisso che liberò Roma dalla peste, dinanzi al quale il Papa, due domeniche fa, si era raccolto in preghiera raggiungendo a piedi la chiesa di San Marcello di via del Corso. Il crocefisso in legno del XV secolo, è legato a due eventi ritenuti miracolosi, il primo quello che vide il crocefisso essere l’unica cosa scampata all’incendio che devastò nel 1519 la chiesa dentro cui era custodito, l’altro nel 1522, quando una processione penitenziale al seguito segnò il termine di una grave pestilenza.

L’evento è stato trasmesso dalla Radio Vaticana-Vatican News, infatti, oltre alla tradizionale diretta streaming con tele-radiocronaca in 8 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, arabo e cinese) ha attivato anche un canale dedicato su YouTube per la traduzione nella Lingua dei Segni.

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