Il pasticcio di Cassa Depositi e Prestiti potrebbe regalare il cda di Terna ai cinesi

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di Stefano Sansonetti

Un mezzo pasticcio, a quanto pare, che rischia di consegnare ai cinesi una presa “preponderante” sul consiglio di amministrazione di Terna. La premessa è che qualche mese fa State Grid of China ha raggiunto un accordo con la Cassa Depositi e Prestiti per rilevare il 35% di Cdp Reti, ossia la controllata della società italiana che detiene il 29,8% di Terna e il 30% di Snam. Per l’operazione, che è ancora in corso di perfezionamento, i cinesi sborseranno 2,1 miliardi di euro. Ma negli accordi è previsto che avranno diritto a un posto nel Cda di Terna e a una poltrona in quello di Snam. Tutto bene? Non proprio.

IL NODO
Si dà infatti il caso che lo scorso maggio sia stato rinnovato il consiglio di amministrazione di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica. Ne è venuto fuori un organo composto da 9 membri, di cui 7 indipendenti. All’interno di questo perimetro l’azionista Cassa Depositi, presieduta da Franco Bassanini e guidata dall’ad Giovanni Gorno Tempini, ha presentato una lista di 6 consiglieri, di cui 4 indipendenti (la presidente Catia Bastioli, Carlo Cerami, Fabio Corsico e Stefano Saglia). Tra i non indipendenti ci sono l’ad Matteo Del Fante e Simona Camerano. Ora, sulla carta gli “indipendenti” sono tali perché operano nell’esclusivo interesse della società e non di quello dei singoli azionisti. E proprio qui viene il bello.

LO SBOCCO
Alla fine, rebus sic stantibus, quando i cinesi busseranno per piazzare uno di loro nel cda, la Cassa non potrà che offrire il posto della Camerano. Tra l’altro, ironia della sorte, per il rispetto delle quote rosa i cinesi dovranno esprimere una donna. In ogni caso, al netto degli indipendenti, al rappresentante di State Grid potrà opporsi il solo Del Fante. In Terna la questione sta già sollevando qualche preoccupazione. E c’è chi punta l’indice sulla “leggerezza” commessa da Cdp nell’esprimere 4 indipendenti (gli altri 3 sono stati indicati da sgr e investitori istituzionali). La Cassa, contattata da La Notizia, premette che il perfezionamento dell’operazione è atteso entro fine anno e che nessuna decisione è stata presa sulla governance. In ogni caso ritiene “poco logica” la rappresentazione di un cda con forte presa cinese. Ma la realtà vera è che gli avvocati sono già al lavoro.