Hussam Abu Safiya è comparso davanti ai giudici in collegamento video, più magro, dall’isolamento del carcere di Nafha. Il 16 giugno la Corte Suprema israeliana ha respinto il suo ricorso e ne ha confermato la detenzione. Il pediatra che dirigeva il Kamal Adwan, nel nord di Gaza, è dentro dal dicembre 2024. Diciotto mesi senza un’accusa formulata.
I giudici hanno deciso sulla base di “materiale riservato” che né lui né il suo avvocato hanno potuto leggere. La cornice è la legge sui “combattenti illegali”, che consente di trattenere a tempo indeterminato senza incriminazione. Reuters conta almeno 14 medici di Gaza tenuti così da oltre un anno. Il ministero della Salute di Gaza dichiara 73.008 morti dall’inizio dell’offensiva, 997 dal cessate il fuoco dell’11 ottobre.
L’esercito israeliano sostiene che Abu Safiya sia un ufficiale di Hamas, su una foto del 2016. Non ha prodotto prove né formulato accuse, e Hamas e il ministero della Salute negano. Ai giudici lui ha detto: «Sono un pediatra, curo i feriti e le persone fragili di Gaza». Alla fine del 2024 aveva rifiutato di evacuare il Kamal Adwan finché c’erano neonati da assistere.
Naji Abbas, di Physicians for Human Rights Israel, parla di «un profondo fallimento morale e legale». L’avvocato Nasser Odeh indica ciò che la sentenza aggira: la decisione, dice, è «in chiaro contrasto con il diritto internazionale e le Convenzioni di Ginevra, che proteggono il personale medico».
Intanto a Bari il ministro Antonio Tajani ha incontrato i familiari di Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, e di Dina Alberizia, 67: «Stiamo premendo per una loro liberazione al più presto». I due del Land Convoy restano fermati nella Libia orientale del generale Khalifa Haftar.
Una corte che giudica su prove che non mostra ha stabilito che un medico può restare in cella senza sapere di che cosa è accusato. Le Convenzioni che dovrebbero proteggerlo erano scritte da prima.