Il pensiero piccolo degli affitti senza contanti

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di Gaetano Pedullà

Non c’è niente da fare: questi partiti ci porteranno a fondo. Mentre mezza Italia è in subbuglio e alla protesta dei Forconi si salda il disagio degli studenti, con cariche della polizia e bombe carta ieri all’Università La Sapienza, i geni che abbiamo in Parlamento hanno tirato fuori un’altra idea stupefacente per rilanciare l’economia. D’ora in poi chi deve pagare l’affitto di casa non potrà più farlo in contanti. Comincino a tremare quei milionari che (stranamente) non sono riusciti neppure a comprarsi casa. Ancora una volta, invece di combattere l’evasione fiscale dove c’è ciccia, si mette nel mirino chi non ha nemmeno l’abitazione in cui vivere. Così anche chi paga piccoli importi dovrà andare in banca, fare un bonifico e pagare le commissioni. Gli istituti di credito ringraziano. E gli evasori pure. Chi affitta un immobile “in nero” elude già tante di quelle norme che non sarà certo questa novità a spaventarli. Dietro la trovata c’è però la dimostrazione più plastica di come manchi una strategia sensata per farci uscire dalla crisi. Si continua a sfornare provvedimenti depressivi (tra un po’ pure chi compra le caramelle in contanti sarà guardato come un criminale). E mentre si lotta l’evasione introducendo nuovi vincoli per milioni di cittadini, non ci si concentra su quelle relativamente poche società che usano ben altri mezzi per sottrarre al fisco cifre da capogiro. Si pensa in piccolo su tutto. Bisogna ridurre il cuneo fiscale? Ecco pronti 14 euro a testa per dipendente. Sai che pacchia! Non c’è un soldo e basterebbe obbligare l’Europa a darci le deroghe già concesse a tanti altri Paesi Ue? Si chiede umilmente per favore e si dà pure ragione alla Merkel quando ci dice no. Politici così piccoli è impossibile che facciano cose grandi.