Il pestaggio di studenti a Firenze diventa un caso politico. Letta e Renzi si scagliano contro il silenzio del Governo Meloni

Le opposizioni vanno all'attacco del Governo Meloni condannando il silenzio sul pestaggio di studenti a Firenze.

Si sta rapidamente trasformando in un caso politico il pestaggio di studenti a Firenze dinanzi al liceo Michelangiolo da parte di una squadriglia di Azione studentesca. La vicenda ha fatto insorgere le opposizioni che si sono duramente scagliate contro il silenzio del Governo Meloni.

Il pestaggio di studenti a Firenze diventa un caso politico

Appartengono ad Azione studentesca i sei giovani (tre maggiorenni e tre minorenni) responsabili del pestaggio di alcuni studenti del liceo Michelangiolo che si è consumato proprio dinanzi all’edificio scolastico. Nonostante la violenza e l’atrocità dell’accaduto, nessuno degli esponenti della maggioranza hanno condannato l’agguato.

A denunciare il clamoroso silenzio dell’esecutivo è stato, nella mattinata di lunedì 20 febbraio, il segretario uscente del Partito Democratico, Enrico Letta. “Un rave ha provocato un putiferio e una normativa di urgenza da parte del Governo Meloni. governo che mantiene il silenzio sull’inaccettabile pestaggio squadrista avvenuto davanti al Liceo Michelangiolo di Firenze. Silenzio che se continua si fa complice”, ha scritto su Twitter.

Letta e Renzi si scagliano contro il silenzio del Governo Meloni

Sulla falsariga di Letta, si è posto anche il leader di Italia Vita Matteo Renzi. “In uno dei principali licei della città abbiamo dovuto assistere a un atto di violenza squallido e vigliacco compiuto da alcuni militanti di Azione Studentesta nei confronti di alcuni ragazzi del Collettivo di sinistra. La penso come Gabriele Toccafondi, Nicola Danti, Ivan Scalfarotto e Francesco Bonifazi che sono intervenuti sull’argomento a nome di Italia Viva. E anche io ringrazio per il senso civico la professoressa che è intervenuta per separare i ragazzi, augurandomi che i colpevoli siano chiamati a rispondere subito della loro violenza”, ha tuonato l’ex premier nella sua enews.

“A distanza di 48 ore rimane una domanda esistenziale: perchè la stessa destra che interviene su tutto, da Peppa Pig alla scaletta di Sanremo, non ha sentito il bisogno di condannare senza se e senza ma quello che è avvenuto? Attendo con pazienza che esca l’agenzia di Giorgia Meloni o un suo delegato con la seguente frase: condanno la violenza dei ragazzi di Azione Studentesca e mi impegno a espellere dai movimenti giovanili di destra chi usa le mani anziché il cervello. Troppo difficile?”, ha concluso.

FdI sul pestaggio di studenti a Firenze

Scarne e vaghe, intanto, le dichiarazioni arrivate dalla maggioranza nel corso delle ultime quarantotto ore. Tra i primi ad esprimersi sull’accaduto c’è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti, seguito dalla sottosegretaria agli Interni meloniana Wanda Ferro. “La violenza è sempre da condannare”, ha detto Ferro ai microfoni di Rainews24. “Per quanto ci riguarda essendo un mondo, quello, violento, come Fratelli d’Italia non ci interessa, dunque condanniamo senza se e senza ma”.

Rispetto alla mancata condanna dell’aggressione, invece, la sottosegretaria ha precisato: “Mai avuta nessuna forma di reticenza. Il governo per quanto mi riguarda esprime una ferma condanna con la sua storia”.

Il parlamentare di FdI Federico Mollicone, intanto, ha osservato che “quel video è stato girato da uno dei ragazzi dei collettivi. Quindi è giusto per completezza di informazione”. “Ne è girato anche un altro che è stato pubblicato da Il Giornale, che è stato girato da qualcun altro che non era dei collettivi dove non si vede la scena del ragazzo aggredito, a cui va ovviamente la mia solidarietà, ma era evidentemente una rissa. Ma se si vede il video integrale si vede che erano assiepati da una parte, è stato un fronteggiamento fra due gruppi”, ha detto Mollicone ad Agorà su Rai Tre. “Quindi io adesso nella qualità di parlamentare ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno perché vengano acquisiti tutti i video e identificate tutte le persone e anche ricostruire l’azione. È bene ricostruire i fatti”.