Tutti vengono chiusi in spazi abitativi sottoposti a quarantena. La proibizione ad uscire รจ rimessa alla pena della morte. Razioni di derrate alimentari e beni di prima necessitร vengono conferiti alle famiglie senza contatto fra fornitori e fruitori, tramite appositi canali, carrucole e ceste. Sono autorizzati a circolare solo sindaci, intendenti, soldati di guardia. La cittร viene divisa con una sorta di taglio settoriale dalle zone rurali e limitrofe. Se sarร assolutamente necessario uscire dalle proprie case, lo si farร in numero contingentato, evitando incontri e contatti umani, uno per volta. Ci si puรฒ affacciare da finestre e balconi, ma solo per comunicare il proprio stato di salute e dei propri conviventi.
Sembrano appunti di un diario di qualche medico rianimatore o capo condomino o prefetto delle zone di Lodi, Cremona, Piacenza, Bergamo in questi giorni incerti e inquieti striati dalla morte da coronavirus. Invece sono protocolli sindacali, sanitari e polizieschi presi da archivi militari francesi del XVII secolo che insegnano come frammentare per il massimo controllo e il minimo contagio una intera popolazione flagellata dalla peste. Una formula di governo attraverso la spaziatura e la scritturazione di massa che fa tornare di attualitร il classico di Michel Foucault Sorvegliare e punire (Einaudi, pagg.340, euro 13) che proprio alla โcittร appestataโ opposta alla โcittร lebbrosaโ dedica alcune delle pagine piรน pregnanti nel sequenziare il passaggio del Potere da torture e supplizi alle pratiche silenziose, inerti, sottili, distributive e ipervisibili che portano alla societร della disciplina e alla contemporanea Biopolitica.
E’ proprio attraverso un morbo altamente infettivo, infatti, che si cominciano ad applicare tecniche nuove sui corpi, sempre meno assembrati o evidenziati nella loro singolaritร (come poteva essere lโanatomia di chi veniva condotto in piazza per lโesecuzione capitale), ma sottoposti a meccaniche produttive (la fabbrica), istituzioni contenitive e correttive (carceri e manicomi), di formazione addestramento e cura (scuole, caserme, ospedali), a processi di accumulazione, cioรจ, della loro energia muscolare, capacitร di apprendimento, docilitร nel farsi ammaestrare e nel non resistere. Con la peste lโindividualitร รจ sottoposta a secanti, inquadramenti, inclusioni asettiche: si sta dove si sta, con le esigenze e le libertร ridotte al minimo. Con la lebbra si viene esclusi, gettati e dimenticati come infetti e pericolosi nei lazzaretti. La loro unione porterร oggi a un sistema mobile, dinamico di dentro e fuori, dove la normalitร tenderร a cancellare la Norma e gli automatismi renderanno inutili โlโaquila quanto il soleโ, ovvero lโautoritร e lo splendore dei suoi simboli.