Il primo siluro a Cinque stelle è contro l’Agenzia delle entrate

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di Stefano Sansonetti

Potrebbe essere considerata una delle prime tracce parlamentari lasciate dal Movimento 5 stelle. Il bersaglio, senza troppi giri di parole, è rappresentato dall’Agenzia delle entrate e dalle maniere forti che, secondo i nuovi parlamentari grillini, il braccio armato del fisco starebbe usando nei confronti delle imprese delle zone terremotate dell’Emila-Romagna. Nei giorni scorsi, al senato e alla camera, sono state depositate due interrogazioni che puntano l’indice sulla struttura guidata da Attilio Befera. A palazzo Madama l’atto è stato firmato da tutti i senatori del Movimento, compreso il capogruppo Vito Crimi. Nella regione martoriata dal sisma, secondo quanto risulta agli interroganti, “sarebbero inziati accessi da parte dell’Agenzia delle entrate su aziende che non hanno pagato le tasse, e/o stavano rimediando tramite l’istituto del ravvedimento operoso”.

Il fatto è che la situazione economica è cambiata un bel po’. E nel mirino dei 5 stelle finiscono i famigerati studi di settore, ovvero gli strumenti statistici che il fisco utilizza per stimare in via preventiva i ricavi delle piccole e medie imprese. Per gli interroganti “la situazione economica ha subìto radicali mutamenti tali da rendere i parametri degli studi di settore non più adeguati per una corretta valutazione”. In più, proseguono i senatori grillini nell’atto, “a oltre 10 mesi dal terremoto pochissime imprese hanno incassato i contributi per la ricostruzione, mentre molte sono quelle che hanno dovuto pagare le imposte inizialmente sospese”.

E così “molti imprenditori denunciano non solo di essere in grave difficoltà, ma anche di aver ricevuto avvisi da parte dell’Agenzia delle entrate con la richiesta di pagamento di tributi arretrati”. Per questo l’interrogazione, rivolta al ministero dell’economia e a quello dello sviluppo economico, chiede di sapere quali misure si intendano adottare innanzitutto “per provvedere alla sospensione, per un congruo numero di anni, dei già discutibili studi di settore, nelle zone del cratere in ragione dell’evidente causa di forza maggiore”. E poi anche “per provvedere alla sospensione, almeno per due anni, della riscossione dei tributi non pagati o, in subordine, alla concessione di cospicue dilazione”. Una richiesta, quest’ultima, che pur non citandola direttamente chiama in causa Equitalia, proprio la holding pubblica che provvede alla riscossione coattiva della tasse sotto il controllo della medesima Agenzia delle entrate e dell’Inps.

Praticamente identico è il contenuto dell’interrogazione che due grillini, Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco, hanno presentato alla camera dei deputati, questa volta indirizzata al ministero dello sviluppo economico. Entrambi gli atti, ad ogni modo, sono stati depositati in parlamento nei primi 10 giorni di aprile e adesso attendono una risposta.
Certo, è probabile che il Movimento, per ceri aspetti già smaliziato, stia approfittando della crisi per attaccare un bersaglio “facile” come l’Agenzia delle entrate, che in realtà a ridosso del terremoto ha modificato il suo modus operandi per non mettere sotto pressione le imprese colpite. Ma nei documenti presentati i parlamentari 5 stelle fanno capire di aver raccolto testimonianze di difficoltà degli imprenditori dell’Emilia-Romagna di fronte alle pretese del fisco.
Insomma, se dal punto di vista delle proposte di legge, come raccontato nei giorni scorsi da La Notizia (vedi il numero del 4 aprile scorso), il Movimento finora è apparso quasi del tutto latitante, sul fronte delle interrogazioni qualcosa si sta muovendo. Con un bersaglio di tutto rispetto.

@SSansonetti