Il ricatto a Virginia. L’ex capo dell’Avvocatura di Roma parla del potere di Marra su Raggi e Frongia

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Il potere di ricattare Virginia Raggi. Rodolfo Murra, ex capo dell’avvocatura del Campidoglio, in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato del rapporto tra la sindaca e Raffaele Marra, l’ex uomo forte del Comune di Roma, arrestato il 16 dicembre con l’accusa di corruzione. “Marra era interlocutore dei costruttori e aveva legami con la destra romana”, ha raccontaro Murra, che comunque ha precisato: “Non so se abbia garantito alla Raggi un pacchetto di quei voti”. Una tesi che già Gianni Alemanno aveva smentito a La Notizia.

Murra è stato sentito dal pm, Francesco Dall’Olio, e dal procuratore aggiunto, Paolo Ielo, in qualità di persona informata per quanto riguarda l’inchiesta sulle nomine fatte dall’amministrazione. Ma l’ex numero dell’avvocatura ha puntualizzato altri aspetti tutt’altro che secondari: “Raggi frequentava Marra ben prima dell’inizio della campagna elettorale. Me lo raccontò Marra spiegando che lei, Salvatore Romeo e Daniele Frongia volevano vincere e lo avevano reclutato come punto di riferimento in Campidoglio. Lui poi ha preso il potere pieno e noi abbiamo sempre pensato che alla base di tutto ci potesse essere un ricatto”.

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