Il Senato fa scuola ai lobbisti. Le capriole del capo del servizio Bilancio. Prima ammessi e poi ritrattati i compensi pagati

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Se non è una capriola poco ci manca. E, anche se un po’ di disorientamento resta, dobbiamo attenerci alle versioni ufficiali. Il 28 e il 29 settembre, in due diversi articoli, La Notizia aveva raccontato della presenza di Renato Loiero, direttore del Servizio Bilancio del Senato e presidente della Commissione per la garanzia della qualità dell’informazione statistica (Cogis), a due differenti corsi organizzati da altrettante (e importanti) società specializzate in attività di lobbying: Nomos e Reti. Entrambi gli appuntamenti avevano al centro un argomento su cui Loiero, visto il ruolo che ricopre, è maestro: la nuova legge di Bilancio. Cos’è successo? Andiamo con ordine. Dopo la pubblicazione del nostro primo articolo, quello riguardante l’incontro di Nomos, appunto, dalla pagina-evento presente sul sito internet della società il nome del numero uno del Cogis era venuto meno nell’arco di poche ore. Sarà stato solo un caso, per carità. Ad un certo punto si è addirittura appreso che Loiero sarebbe stato sostituito da Giuseppe Di Giacomo, funzionario del ministero dell’Economia e delle Finanze che, fra le altre cose, si occupa di “attività relative alla predisposizione di documenti di finanza pubblica”. Non solo. Lo scorso 7 ottobre, sempre come vi avevamo documentato, il funzionario ha partecipato anche al corso organizzato da Running Academy, la scuola di formazione di Reti. Questa volta Loiero ha svolto la docenza, come ci è stato confermato sia dal gruppo sia dall’ufficio stampa di Palazzo Madama.

INCONTRI OCCASIONALI – Quest’ultimo, rispondendo alle nostre domande, ci ha spiegato che, per quanto riguarda Nomos, Loiero “non ha preso parte ad alcun corso o incontro organizzato dalle medesima società” (lo svolgersi degli eventi ve l’abbiamo già snocciolato); per ciò che concerne Running, invece, “Loiero non ha partecipato ad alcuna attività strutturata” ma “si è trattato solo di un incontro del tutto occasionale, a titolo gratuito e strettamente personale”. Cosa si intenda per “attività strutturata” non è dato sapere.

LA GIRAVOLTA – Un altro giallo riguarda la questione del compenso. In un primo tempo, Reti ci aveva spiegato che tutti i docenti lo avrebbero ricevuto, a parte Luigi Marattin, consigliere economico di Matteo Renzi, accorso “solo” per una lezione introduttiva. Ieri invece, sempre da Reti, ci hanno fornito una versione opposta: “Loiero è intervenuto a titolo gratuito”. Anche stavolta non possiamo fare altro che prenderne atto. Ma cosa sarebbe cambiato se Loiero avesse percepito un compenso? Avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione del Senato: così dice il regolamento per quanto riguarda le attività retribuite al di fuori dell’ambito interno. Certo, a conclusione del nostro racconto resta il dubbio sull’opportunità di un funzionario pubblico di tenere docenze (per quanto gratuite) presso società private specializzate in attività di lobbying. Su questo, però, giudicate voi.

Twitter: @GiorgioVelardi