Il “soccorso” all’Iraq arriva dalla Russia

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dalla Redazione

All’Iraq è arrivata una prima fornitura di aerei da caccia russi Sukhoi: un aiuto nella  contro-offensiva agli insorti sunniti che si sono impadroniti di larga parte del Paese.

L’annuncio di Baghdad è giunto mentre le forze governative, sostenute dall’aviazione, hanno lanciato un assalto ieri per riprendersi la città di Tikrit, vecchio feudo di Saddam Hussein, a 60km da Baghdad. L’offensiva lanciata il 9 giugno scorso dai ribelli sunniti, insieme agli alleati miliziani qaedisti dell’Isis (Stato islamico dell’Iraq e del Levante), ha provocato più di un migliaio di morti, secondo l’Onu, e la fuga di centinaia di abitanti.

Papa Francesco si è unito ai vescovi dell’Iraq “nel fare appello ai governanti perché, attraverso il dialogo, si possa preservare l’unità nazionale ed evitare la guerra”. Esprimendo vicinanza ai tanti profughi, tra cui i cristiani, il Papa ha aggiunto: “La violenza genera altra violenza; il dialogo è l’unica via per la pace”.

Almeno venti membri delle forze di sicurezza irachene sono state uccise nel corso di combattimenti a sud-ovest di Baghdad. Lo hanno reso noto le forze armate. Media locali avevano riferito in precedenza che miliziani qaedisti e i loro alleati sunniti si stavano avvicinando sempre di più alla capitale.

Secondo i diversi resoconti, sette soldati governativi sono stati uccisi e 29 altri feriti in scontri vicino a Karbala, dove risiede il Gran Ayatollah Ali Sistani, principale autorità religiosa irachena.

Intanto, il governo iracheno ha annunciato l’avvio delle operazioni di terra e aria per riconquistare Tikrit, città 160 km a nord di Baghdad e conquistata da miliziani qaedisti l’11 giugno scorso. Il portavoce dello Stato maggiore iracheno, il generale Qasem Atta, ha affermato in conferenza stampa a Baghdad che i soldati governativi, sostenuti da elicotteri militari, sono alle porte di Tikrit. Fonti di stampa irachene affermano che sempre oggi sono cominciati raid di elicotteri contro postazioni qaediste a Mosul, seconda città irachena caduta in mano degli estremisti il 10 giugno scorso.