M5S e sindacati tornano a chiedere al Governo un intervento urgente affinché il Trattamento di fine servizio (Tfs) dei dipendenti pubblici venga pagato subito. “Dopo tre pronunciamenti della Consulta questa è l’ora della verità, i lavoratori pubblici non sono un bancomat nelle mani dell’esecutivo”, ha detto il deputato del M5S Alfonso Colucci, primo firmatario di una pdl in materia, durante la conferenza stampa organizzata ieri alla Camera dai pentastellati. “Il Governo è obbligato a trovare una soluzione – gli ha fatto eco il collega di partito Gianmauro Dell’Olio -. Proprio a tal fine, seppur dall’opposizione, sto interloquendo sia con la Rgs sia con il ministro Giorgetti e ho avviato i contatti con l’Inps”.
“C’è una pdl che deve andare avanti, cancellando le discriminazioni tra pubblico e privato. Il governo deve fare qualcosa”, ha esortato il segretario generale di Cosmed Giorgio Cavallero. Sulla stessa lunghezza d’onda la segretaria generale della confederazione Codirp Tiziana Cignarelli: “Stiamo vivendo in deroga alla Corte costituzionale. Chiediamo il ripristino dei diritti violati, anche con il risarcimento dei danni subiti”. Per il presidente di Fp Cida, Roberto Caruso, “un dirigente che ha diritto di percepire 150mila euro di trattamento di fine rapporto nominale perde 11.500 euro a causa dell’inflazione. L’obiettivo è vincere questa battaglia entro l’anno”. “Tutte le soluzioni fin qui trovate si sono rivelate insufficienti – ha affermato il segretario generale della Flp Marco Carlomagno -. Non posso passare anni prima che il Tfs venga erogato, basta giocare con la vita delle persone”.
“Non stiamo parlando solo di sequestro, ma anche di furto”, ha dichiarato il responsabile politiche previdenziali della Cgil Ezio Cigna: “Il Governo riapra il confronto con le organizzazioni sindacali, fermo da settembre 2023”. Il Tfs “è salario già maturato e dunque è un diritto contrattuale che deve essere contestualmente erogato, così come avviene nel privato, nel momento in cui c’è la cessazione del rapporto di lavoro”, il parere del segretario confederale della Uil Santo Biondo. “Non so in quanti altri casi nella storia d’Italia la Consulta si è espressa due volte con sentenza e stavolta con quella che definirei ordinanza-ingiunzione – ha concluso il segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga -. Tale vertenza va disinnescata al più presto”..