Il trend dei contagi è in calo. In Italia non c’è nessuna zona in cui il Covid-19 non circoli. Brusaferro: “Mantenere elevata la soglia di attenzione”. La Fase 2 dovrà essere graduale

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Sono dati che risentono di una settimana, ma confermano il trend di calo dei casi positivi di Covid-19”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso di una conferenza dedicata all’emergenza Coronavirus. “Viene confermato – ha aggiunto il numero uno dell’Iss – anche il trend italiano con alcune zone a più alta circolazione, a circolazione intermedia e a circolazione ancora abbastanza limitata, ma il messaggio è che non c’è nessuna zona in cui il virus non circoli”. Il problema, ha sottolineato Brusaferro, è “l’intensità e la frequenza di circolazione del virus, elemento caratterizzante che ci deve far presente come si debba mantenere elevata la soglia di attenzione e anche le raccomandazioni adottate”.

“Se avessimo fatto scorrazzare il virus liberamente – ha detto, invece, il direttore malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza -, probabilmente nel giro di sei mesi avremmo esaurito l’epidemia ma lasciando un tracciato di morti e feriti. I dati italiani sembrano confermare che le misure di contenimento, molto dure e coraggiose stanno dando i loro effetti. Prima o poi ci sarà un riavvio magari graduale delle attività produttive, ma bisognerà rafforzare molto il controllo sul territorio. Se ci sarà una fase 2 dovrà essere graduale e con interventi mirati per minimizzare la circolazione del virus”.

“La curva – ha spiegato ancora Rezza – mostra un appiattimento, forse una diminuzione. Da tempo diciamo che cautamente abbiamo dei segnali positivi e di fatto la curva dei casi sta in qualche modo appiattendosi, probabilmente e’ un preludio a una iniziale e graduale diminuzione del numero dei casi. Bisogna essere però cauti, perché quando un virus circola non ci mette nulla, appena si allentano le misure, a tornare in circolazione. Noi siamo moderatamente ottimisti del fatto che il Sud sia stato fino ad ora in parte risparmiato, questo perché l’intervento di distanziamento sociale ha fatto si che dove il numero delle infezioni che era basso continuava ad essere basso. Se noi avessimo mollato, probabilmente al Sud avevamo altre Codogno”.

“Non abbiamo evidenze – ha detto Brusaferro a proposito di uno studio divulgato dall’Oms – per dire che il virus circoli nell’aria. I dati che abbiamo a livello epidemiologico ci dicono che le principali vie di trasmissione sono per droplet e per contatto. La trasmissione per via aerogena era stata ipotizzata e dimostrata in contesti particolari, specie in ambito sanitario. Ma la letteratura internazionale conferma il fatto che droplet e contatto sono i veicoli principali di infezione”.

“La caratteristica della popolazione colpita – ha aggiunto il presidente dell’Istituto superiore di Sanità – ci mostra il tema di una severità che tocca il 20% e una criticità che tocca il 3% di una popolazione riportata come Covid positiva, l’eta’ media e’ di 62 anni e sono in prevalenza di sesso maschile”.

 

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA