Il viceministro Sileri affonda i burocrati del Comitato tecnico scientifico. Vanno ridotti i giorni di quarantena. E servono i test salivari a scuola

di Giorgio Iusti
Politica

Basta con i tentennamenti. Il Paese è messo a dura prova dal coronavirus e la burocrazia non può bloccare tutto anche in una situazione del genere. Occorre ridurre i tempi di quarantena e procedere nelle scuole con i test rapidi. Il viceministro della salute, il pentastellato Pierpaolo Sileri, che fin dall’inizio della pandemia ha avuto più di qualche scontro con il Comitato tecnico-scientifico, intervenendo alla trasmissione tv “Dimartedì” è sbottato e con i tecnici si è aperto un altro fronte. Tanto che alla fine è intervenuto pure il premier Giuseppe Conte.

“Ho parlato con Sileri – ha detto il presidente del Consiglio – e mi ha spiegato che non c’era nessuna polemica perché ha sempre pubblicamente apprezzato l’operato, la professionalità, la competenza di tutti i componenti del Cts. Sono gli esperti della comunità italiana e lavorano gratuitamente”. Ma anche il presidente del Consiglio sembra condividere delle perplessità del viceministro, evidenziando che “su un paio di profili c’è una riflessione in atto”.

L’AFFONDO. Sileri, rispondendo alle domande di Giovanni Floris, ha detto che c’è troppa burocrazia nel Comitato tecnico-scientifico e che non si possono aspettare otto ore per i tamponi. “L’acquisto degli stessi tamponi è compito di un Cts, al quale arrivano richieste che valutano – ha aggiunto il viceministro – e poi i tamponi li compriamo noi su indicazioni su cosa fare. Bisogna liberare le persone dalle quarantene, fare sì che ci sia diagnostica più semplice”. Sileri ha inoltre insistito sulla necessità di utilizzare i test salivari.

BOTTA E RISPOSTA. Un intervento che ha fatto subito insorgere il Comitato tecnico-scientifico, specificando che il viceministro della salute imputerebbe allo stesso “responsabilità che non ha” e cercherebbe “di strumentalizzare il lavoro del Comitato”. Al termine di una riunione straordinaria, il Cts ha censurato le critiche, giudicandole “avventate e superficiali”, e ha scritto una lettera al ministro Roberto Speranza, chiedendo un suo intervento. Ma del resto già in studio il professor Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico-scientifico, ha sostenuto che lo stesso sta lavorando per esaminare tutte le richieste del Governo e che autorizzare test considerati inaffidabili potrebbe essere pericoloso. Sileri però, convinto delle sue idee, non molla.

Intervistato a Skytg24, il viceministro ha aggiunto che a suo avviso la composizione del Cts andrebbe rivista e integrata, manifestando stupore per le prese di posizione del Comitato. “Cts infuriato con me? – ha detto – Spero di no. Le mie dichiarazioni di ieri sono state solo una richiesta per avere delle risposte. Non ne ho avute molte negli ultimi mesi. Come quella sulla riduzione della quarantena a 10 giorni o sui test salivari da fare nelle scuole come si fanno negli aeroporti”.