Il Viminale dà il via libera alla ripresa dei rimpatri verso la Tunisia. Voli bisettimanali dal 10 agosto. L’Ue rivaluterà la lista dei porti sicuri

dalla Redazione
Politica

Dopo l’interruzione, legata all’emergenza Coronavirus e al periodo di lockdown, riprenderanno il 10 agosto i rimpatri su voli charter verso la Tunisia. A renderlo noto è il Viminale spiegando che “come già previsto dagli accordi con il Paese nord africano si tratterà di voli bisettimanali con partenze il lunedì e il giovedì che consentiranno di allontanare 80 irregolari a settimana” (fino ad un massimo di 40 a viaggio). Si tratta di “un ripristino che segue i primi voli charter ripresi dal 16 luglio con un massimo di 20 cittadini tunisini per singolo volo, secondo quanto richiesto dalle autorità tunisine”.

“Nello specifico – spiega ancora il Viminale -, i 5 voli charter hanno permesso il rimpatrio di 95 cittadini tunisini. Il prossimo volo è previsto per il 6 agosto, sempre per massimo 20 rimpatriati”. Dall’1 giugno a ieri sono state rimpatriate complessivamente 266 persone. La quota maggiore verso la Tunisia (116) e verso l’Albania (103). Intanto l’Ue ha fatto sapere che la lista di Paesi terzi sicuri per i rimpatri dei migranti, è un’opzione che “sarà certamente valutata” dalla Commissione europea come parte del nuovo pacchetto sull’Asilo, “tuttavia in questa fase non è possibile commentare sul contenuto del nuovo patto”.

Ieri il premier Giuseppe Conte, parlando di immigrazione, dopo aver incontrato i ministri Di Maio, Lamorgese, Guerini e De Micheli, aveva confermato la linea del governo – più rimpatri e controlli lungo le coste africane – per fronteggiare gli sbarchi e i traffici di essere umani. “Non si entra in Italia in questo modo – aveva spiegato il premier – e soprattutto in questo momento di fase acuta non possiamo permettere che la comunità nazionale sia esposta a ulteriori pericoli non controllabili”. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha annunciato, inoltre, che sarà intensificata la collaborazione con il governo sloveno preannunciando “l’imminente rafforzamento del contingente di militari già destinato alla vigilanza della frontiera italo-slovena”.