Ilva e Fincantieri, ora la produzione può ripartire. Varato il decreto per liberare le aree di Monfalcone sequestrate e impedisce il blocco dell’alto forno 2 nell’azienda di Taranto

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Il Governo sblocca Fincantieri di Monfalcone e Ilva di Taranto. Arriva il decreto unico del Consiglio dei ministri per sbloccare gli impianti. Viene così impedito il blocco dell’altoforno 2 dell’Ilva e vengono sbloccate le aree del sito Fincantieri di Monfalcone sequestrate dal Tribunale di Gorizia. Verrebbero imposte delle misure alle aziende in base ai quali la magistratura potrebbe sospende i blocchi. Il premier, Matteo Renzi, su Facebook, esulta:”Continuiamo a dare priorità al salvataggio dei posti di lavoro in tutta Italia da Monfalcone a Taranto fino all’intero Casertano”. Soddisfazione anche da Fincantieri, secondo cui il provvedimento fornisce l’interpretazione autentica della normativa in materia ambientale, chiarendo che i depositi temporanei di scarti di lavorazione fatti sulla banchina del cantiere di Monfalcone anziché sulla nave sono legittimi. In questo modo verrebbe superata l’interpretazione della Cassazione all’istanza della Procura per il sequestro delle aree, nell’ambito di un’indagine aperta dal 2013. Fincantieri aveva chiuso tutta la produzione reputando strategiche le aree interdette. Sull’Ilva viene stabilito che nei casi di aziende di rilevanza strategica nazionale sottoposti a provvedimenti cautelari, non venga impedita la prosecuzione delle attività. L’azienda dovrà presentare, entro 30 giorni, un piano per l’adozione di misure aggiuntive sulla sicurezza del lavoro. Sciolto anche un altro nodo: il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi ha firmato l’accordo per la Firema, dove 495 lavoratori si trovano da 4 anni in amministrazione straordinaria. Dal Cdm anche l’ok alla misione Ue contro la tratta degliimmigrati.