Immigrati da accogliere ma nelle regole

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di Gaetano Pedullà

Troppo facile adesso commuoversi e imprecare. Che alla fine della conta i morti siano cento o trecento, questi sono uomini che abbiamo ucciso noi. Li ha uccisi un’Europa troppo presa dallo spread per affrontare sul serio un esodo biblico. E li ha uccisi la nostra leggerezza nell’affrontare un dramma universale come è l’immigrazione. La legge Bossi – Fini è quanto di meglio l’Italia da sola potesse fare. Molti non la pensano così, e vorrebbero aprire un po’ di più i cordoni, magari offrendo a qualche migliaio di migranti in più l’occasione di entrare legalmente (e quindi in sicurezza) in Italia. Ma mille o diecimila extracomunitari in più cosa cambiano di fronte a un continente in fuga da se stesso? E alzare le barricate, respingere i barconi, persino prendere a cannonate questi disgraziati, a che serve di fronte alla più grande forza di cui l’uomo dispone: la forza della disperazione? Violentare il diritto naturale, cioè la libertà dei popoli di spostarsi nel mondo, ci salva dall’invasione ma lascia in piedi all’infinito il problema. Ed effetto collaterale, un giorno sì e l’altro pure ci scappa il morto. Forse sarebbe meglio allora cambiare completamente strategia. Mettere in piedi un grande piano europeo – così magari spendiamo meglio i fondi di Bruxelles che buttiamo via e creiamo un pozzo di lavoro – e accogliere brevemente chi arriva, spiegare quali sono le regole di questo Paese e punire magistralmente chi delinque. Fissare poche leggi, ma chiare e rispettate davvero in ogni città (non come avviene con l’accattonaggio) consentendo a chiunque di non avere due possibilità, ma una sì. Tutti gli altri – chi non si integra sul serio, chi pensa che l’Italia sia il Far west, chi non trova in un tempo dato i mezzi per garantire a se e i suoi familiari una vita minimamente decorosa – si rimandano a casa loro. Un grande piano internazionale da concordare e gestire con tutti i Paesi del nostro continente. Se oltre allo spread nel cuore di questa Europa c’è di più, questa è l’occasione per dimostrarlo.