Paragonare le spese per Sanità o Istruzione a quelle militari è un grave errore. A spiegarlo ieri il ministro della Difesa, Guido Crosetto (quello che prima di fare il ministro, rappresentavi i produttori e venditori di armi…), intervenuto al Forum Difesa a Roma. “La storia ci sta spiegando che purtroppo la difesa non è una cosa scontata, ma è un prezzo da pagare. E anche se è difficile da comprendere a livello sociale, non puoi metterla in competizione con le altre spese. La spesa per la difesa non dovrebbe essere messa in competizione e in alternativa politica, come si usa fare, con la Sanità, con l’Istruzione, perché è un prerequisito per cui esistono e resistono le libere istituzioni, perché ci sia una sanità e ci sia una scuola”.
E per spiegare perché è meglio comprare un F-35 invece di 200 macchine per fare la Tac, il ministro ha aggiunto: “In Ucraina, dove la difesa non c’era, non c’è più sanità, non c’è più scuola e non c’è neanche più energia. Se non hai la capacità di far paura a chi ti vuole far del mare, non sei in grado di difendere le tue istituzioni e neanche la libertà dei tuoi cittadini”.
Intanto Crosetto lavora al progetto della “riserva volontaria”
Per il ministro, quindi, la sicurezza non è più una variabile accessoria ma la condizione necessaria per garantire libertà e democrazia, quindi devono essere aumentati gli uomini pronti a combattere. Da qui il progetto sulla cosiddetta “riserva volontaria” che la Difesa presenterà a marzo al Parlamento.
Durante il question time alla Camera il ministro ha infatti chiarito: “Viviamo in una fase segnata dal ritorno alla competizione tra potenze. In linea con quanto stanno facendo i nostri alleati, il ministro della Difesa, oltre a uno studio sull’incremento degli organici professionali, sta sviluppando il concetto di riserva volontaria, una risorsa che occorre sia moderna, flessibile e composta da cittadini che mettono a disposizione competenze decisive, dallo Spazio all’intelligenza artificiale, elementi essenziali per rafforzare la resilienza e la protezione operativa del sistema difensivo nazionale”, ha concluso.