Imprenditori immigrati, nostro il primato europeo. Mezzo milione le aziende italiane gestite da stranieri. Un dato in crescita anche negli anni della crisi

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di Sergio Patti

Forse Salvini e quella parte della politica che cerca consenso scaricando la colpa di ogni male sugli immigrati sta sbagliando qualcosa. L’Italia è infatti il primo Paese europeo per immigrati lavoratori autonomi e imprenditori attivi, ed è tra i primi tre per lavoratori autonomi e imprenditori nati all’estero. Terzo, dietro Regno Unito e Germania, per la quota sul totale della Ue, e primo addirittura per quanto riguarda i non comunitari. A fare i conti è l’ultimo Rapporto su “Immigrazione e Imprenditoria 2015” redatto dal Centro studi e ricerche dell’Idos, in collaborazione con la Cna e Moneygram. Sono oltre mezzo milione le imprese gestite in Italia da nati all’estero, in crescita costante anche negli anni della crisi e in controtendenza rispetto all’andamento generale. Per la precisione, alla fine del 2014, erano 524.674, in aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente e del 15,6% in confronto al 2011. Uno stock che rappresenta l’8,7% delle imprese nazionali, oltre sei milioni in tutto,.

IL LAVORO C’É SE SI VUOLE
La scelta del lavoro autonomo-imprenditoriale, soprattutto in questa fase di persistente criticità, si configura innanzitutto come un’alternativa alle difficoltà nel mondo del lavoro dipendente ma è anche una spinta verso l’autonomia e l’inserimento nel tessuto socio-economico. Gli imprenditori di origine straniera, inoltre, stanno seguendo perlopiù logiche di sostituzione in settori maturi, come il commercio e l’edilizia. In questo contesto, la ditta individuale è l’impresa standard. Più di otto imprese su dieci di residenti nati all’estero rientrano in questa tipologia contro cinque su dieci tra le imprese “italiane”. Diversamente dagli imprenditori italiani, tra i quali è in diminuzione, gli immigrati preferiscono sempre di più questa forma societaria: tra tutte le imprese avviate nel 2014 da nati all’estero sono l’86,3%.

BOOM DI EDILIZIA E COMMERCIO
Al secondo posto ci sono le società di capitali (il 10,8%), le società di persone (7,2%) e altre forme (1,7%). Ridotto il numero di imprese ibride, gestite in collaborazione tra immigrati e nativi italiani, che sono solo il 5,9% del totale. I settori in cui sono maggiormente attive sono il commercio e l’edilizia. Le sei collettività più numerose tra i responsabili di imprese individuali provengono da Marocco, Cina, Romania, Albania, Bangladesh e Senegal.