In Italia 400 contagi da Coronavirus, 12 le vittime. Guariti i coniugi cinesi ricoverati il 30 gennaio allo Spallanzani. Meno del 4% dei tamponi è positivo

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“Sono 400 le persone contagiate, un incremento di 26 persone”. E’ quanto ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, facendo il punto sull’emergenza Coronavirus nel corso della consueta conferenza stampa. “Una buona notizia, i due coniugi cinesi che sono ricoverati allo Spallanzani sono guariti, questa sera abbiamo 3 guariti”, ha aggiunto. “In Lombardia sono 258 contagiati, 71 in Veneto, 47 in Emilia Romagna” ha detto ancora Borrelli aggiungendo che i casi positivi riscontrati in Liguria sono 11, 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia, 2 in Toscana, 1 a Bolzano. “Sulla base dei tamponi fatti – ha spiegato ancora il capo della Protezione civile -, meno del 4 per cento ha dato esito positivo. La metà dei positivi non hanno bisogno di cure ospedaliere e, così come conferma l’Oms, gli affetti da coronavirus hanno in quattro su cinque sintomi lievi”. Il numero delle vittime resta fermo a 12, i pazienti ricoverati con sintomi sono 128, quelli in terapia intensiva sono 36 e quelli in isolamento domiciliare 221.

“Quella dei tamponi – ha spiegato Borrelli – è una misura operativa che non riguarda solo le persone che hanno sintomi, ma anche chi ha avuto uno stretto contatto con le persone positive. C’è il massimo livello di attenzione e concentrazione per isolare il virus”. Per quanto riguarda il contagio di 6 minori in Lombardia, comunicato in mattinata dalla Regione, Borrelli ha riferito che non dispone “di informazioni ufficiali”. “Vi pregherei di fare attenzione – ha detto il capo della Protezione civile -, non so da dove escano queste informazioni. Quando avremo un’informazione su questo ve la daremo. Bisogna fare attenzione alle fake news e fare riferimento ai canali ufficiali come questo”.

Buone notizie dallo Spallanzani di Roma, per quanto riguarda la coppia di cittadini cinesi (gli unici 2 casi nel Lazio, il terzo era già guarito), contagiata e ricoverata da 29 giorni, sono entrambi guariti. “La donna cinese ricoverata dal 30 gennaio presso l’Istituto Spallanzani che è stata, insieme al marito, il primo caso in Italia è negativa al COVID-19. Stamani durante una visita all’ospedale ho visto anche il marito che è in ottime condizioni” ha riferito l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Viene dunque sciolta la loro prognosi e l’Istituto Spallanzani  evidenzia nell’ultimo bollettino che “la coppia cinese è attualmente ricoverata in degenza ordinaria. La donna è stata trasferita oggi dalla rianimazione in reparto in condizione cliniche in chiaro miglioramento, vigile e orientata. Ieri, per la prima volta, sono risultati negativi i test per la ricerca del nuovo Coronavirus. Il marito, tuttora ricoverato in regime ordinario, prosegue con successo la riabilitazione”. Lo Spallanzani ha valutato, ad oggi, 140 pazienti, di questi, 101, sono risultati negativi al test e sono stati dimessi, mentre 39 sono tutt’ora ricoverati.

In Italia “sono stati eseguiti oltre 10mila test per la rilevazione del nuovo coronavirus, contro i meno di mille in Germania e Francia”. E’ quanto ha spiegato all’Ansa Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e membro italiano all’Oms. Ciò “si spiega con il fatto che alcune Regioni non hanno inizialmente seguito le linee guida basate sulla evidenza scientifica che prevedevano il test solo a soggetti sintomatici con ‘fattori di rischio’ legati a provenienza e contatti avuti. Alcune Regioni hanno esteso i test e ciò ha generato una sovrastima dei casi”. In Italia i casi confermati di contagio da nuovo coronavirus sono al momento “poco più di 190 e sono quelli che hanno avuto la conferma di positività a seguito del secondo test effettuato dall’Istituto superiore di sanità (Iss)”. “Nel numero totale di contagiati indicato ad oggi – ha detto ancora Ricciardi -, e pari a 374, sono infatti inclusi tutti i soggetti risultati positivi ai test delle Regioni, ma per vari manca ancora la conferma del secondo test dell’Iss”.

“In Italia c’è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l’influenza. Da quest’ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c’è la mortalità. L’unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo” ha spiegato il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza.

“Prima che fosse individuato il ‘caso indice’ – ha aggiunto -, vale a dire il 38enne di Codogno, il Coronavirus era già in circolazione nel lodigiano da “una/due settimane”. Rezza confermando il focolaio “è abbastanza circoscritto”. “Quasi tutto – ha precisato – è riconducibile all’epicentro dell’epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai più piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall’epicentro dell’epidemia”.