In Parlamento non c’è crisi. Tra redditi, immobili e nuovi investimenti s’impennano le ricchezze di lor signori

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Carmine Gazzanni

Sarà anche un semplice luogo comune, ma è più che mai vero. Chi fa politica, quasi mai ci rimette. Anzi, mai. Lo dicono le dichiarazione dei redditi dei nostri onorevoli. O, per meglio dire, le onorevoli dichiarazioni dei redditi dei nostri parlamentari, che nel giro di un anno sono aumentate e, in alcuni casi, addirittura raddoppiate. Il dato emerge andando a curiosare dalla nuova banca dati messa su dagli attentissimi ragazzi di OpenPolis. Una banca dati da cui emerge, ad esempio, che il presidente del Senato, Pietro Grasso, è passato da una dichiarazione dei redditi che nel 2013 viaggiava sui 176mila euro, a una da 316mila euro nel 2014. Un bel salto, non c’è che dire. Ma, come si suol dire, “talis presidente, talis senatore”. E così, ad esempio, il capogruppo a Palazzo Madama di Forza Italia, Paolo Romani, ha visto accrescere la propria ricchezza, passando da un reddito da 101 mila euro a uno da 129mila. Ancora meglio è andata a Roberto Calderoli, che è passato da circa 100mila euro di reddito, a uno da 134mila. Non che negli altri schieramenti la musica sia diversa. Uno su tutti: notevole il salto di Nicola Latorre (Pd) che è passato da un “parco” reddito da 100milan euro a uno ben più prezioso da 188mila.

CASE SU CASE – E alla Camera? Si comprano immobili. Perlomeno questa è la “sonata” per Renato Brunetta. Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, infatti, ha pensato bene – legittimamente – di investire i suoi lauti guadagni. E così, da un confronto tra la dichiarazione 2013 e quella 2014, spunta un reddito complessivo ben più ricco (da 180mila euro siamo passati a 216). Senza dimenticare i ben nove beni immobili del deputato. Tre in più rispetto al 2013. Ma la curiosità è che sono dislocati praticamente ovunque: tre nella “sua” Venezia, uno a Roma, due in provincia di Salerno (Ravello), uno nella splendida Riomaggiore (La Spezia) e due nell’incantevole borgo perugino di Montecastello di Vibio. Mica male. Per non parlare, poi, dei deputati del Movimento cinque stelle che, ovviamente, hanno visto nascere spesso dal nulla un reddito di tutto rispetto. Su tutti, Luigi Di Maio, passato da zero euro a 82mila. O Alessandro Di Battista: da tremila a 78mila.

CARO GOVERNO – E per quanto riguarda i ministri? Anche a loro la carriera politica sta procedendo di ricchezza in ricchezza. Maria Elena Boschi, per dirne una, ha accresciuto la propria dichiarazione da 90 a 117mila euro; mentre Marianna Madia ha pensato bene di acquistare un altro immobile oltre ai 4 già posseduti nella Capitale. Grandi progetti, infine, si presentano pure per Graziano Delrio che ha investito un bel gruzzoletto (104mila euro il suo patrimonio) nell’acquisto di due terreni in provincia della “sua” Reggio Emilia. Per un totale di seimila mq. Nulla in confronto ad Angelino Alfano, che di terreni ne ha comprati 7, oltre ai 5 già posseduti.

Tw: @CarmineGazzanni

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA