In Sicilia 700 giovani in discoteca senza mascherine. Intervento del Nas prima dell’ordinanza Speranza. Per il sindacato dei gestori gli assembramenti sono ovunque quindi tanto vale tenere tutto aperto

dalla Redazione
Cronaca

Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Palermo, insieme ai militari della Compagnia di Alcamo, hanno sanzionato una discoteca della zona, accertando l’inosservanza delle norme di contenimento per la diffusione del Covid-19, dovuto al mancato utilizzo da parte di circa 700 clienti delle mascherine di protezione e all’inosservanza da parte degli stessi del distanziamento sociale. Al termine degli accertamenti è stata disposta la sospensione immediata dell’attività di discoteca per cinque giorni, con comunicazione alla Prefettura di Trapani.

Intanto il Sindacato Italiano Locali da Ballo ha confermato che questa mattina presenterà al Tar il ricorso contro l’ordinanza con cui il ministero della Salute ha disposto la chiusura di tutti i locali fino al 7 settembre. “Questa mattina – ha confermato il presidente del Silb Maurizio Pasca – verrà presentato il ricorso per la discriminazione nell’applicazione del decreto del ministro Speranza. Ha chiuso le discoteche per gli assembramenti ma questi assembramenti ci sono ovunque. Le spiagge sono affollate, anche sui mezzi pubblici si vedono le stesse cose. Perché penalizzare solo le discoteche? Bisogna tenere tutto aperto, magari con norme più restrittive. La salute è importante”.

“Per quanto riguarda le norme emanate nel Dpcm di Giugno – ha detto ancora Pasca – la maggior parte delle discoteche le ha rispettate. Mantenere il distanziamento è praticamente impossibile ma lo è quasi ovunque. Le discoteche sono frequentate da giovani e giovanissimi e purtroppo spesso non si rispettano le norme. Noi non abbiamo gli strumenti per poter intervenire, al massimo possiamo chiedere di rispettare le norme: 50 mila persone, dal 23 di febbraio con le discoteche chiuse, non ricevono compensi. Molti hanno contratti intermittenti e non hanno avuto accesso neanche alla cassa integrazione. Parliamo di persone disperate. Santanchè? Ognuno è libero di fare quello che vuole ma non condivido quello che ha detto”.

“Potremmo anche stare tranquillamente chiusi – ha concluso il presidente del sindacato dei gestori dei locali da ballo – se rappresentassimo un vero pericolo. Qui parliamo di aziende che pagano affitti, tasse e stipendi. Se siamo chiusi da sei mesi come sopravviviamo? O lo stato decide di pagare tutto e restiamo chiusi se siamo un problema. Dove andranno due milioni di ragazzi a cercare il divertimento? Molti stanno affittando strutture abusive al di fuori di ogni controllo. Io sanzionerei chi non rispetta le norme. Non è giusto che per colpa di qualcuno a pagarne sia un intero settore. A breve parleremo con il Ministro Patuanelli che dice di aver messo sul piatto 100milioni di euro per il settore. Più che per le aziende mi preoccupo per chi non percepisce stipendio da sei mesi”.