Incentivi alla partenza, la Norvegia regala mille euro ai profughi per farli andare via

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Soldi in cambio della partenza. La Norvegia ha varato la sua “speciale” politica sui profughi, che stanno arrivando nel Nord Europa sfruttando la rotta alternativa dalla Russia. Il governo di Oslo ha così deciso di dare 10mila corone (poco più di mille euro) ai migranti che spontaneamente tornano dal Paese da cui sono arrivati. Una sorta di incentivo che resterà in vigore per sei settimane, che però è visto anche come una forma di risparmio per le casse statali: ospitali nei centri di accoglienza è più costoso.

L’obiettivo è quello di coprire le spese di viaggio e mettere a disposizione qualche soldo nell’attesa di trovare altro. Il meccanismo è quello di un bonus: per i primi 500 profughi che richiederanno la misura è previsto il raddoppio della somma messa a disposizione. Il provvedimento, tuttavia, dovrebbe concentrarsi su chi rischia di a essere respinto. Almeno queste sono le intenzioni.

“Abbiamo bisogno di convincere il maggior numero di persone a tornare nei Paesi d’origine in maniera volontaria, offrendo loro una somma di denaro, incentivandoli a lasciare la Norvegia. Questo ci farà risparmiare un sacco di soldi perché è costoso mantenere i profughi nei centri d’asilo”, ha dichiarato il ministro dell’Integrazione e dell’Immigrazione, Sylvi Listhaug, esponente del partito populista di centrodestra Progress Party. “Molti finiranno ugualmente per essere respinti. È meglio per noi incentivare il loro ritorno a casa”, ha aggiunto l’esponente . Allora il governo ha pensato al piano alternativo: mettere a disposizione dei fondi pur di non vederli più.

La strada per la Norvegia
La Norvegia si è trasformata un inatteso approdo per molti migranti, che entrano dalla Russia. In pratica centinaia di siriani richiedono un visto turistico alla Russia, cosicché con mezzi di fortuna (spesso anche con biciclette) provano a varcare la frontiera. Il meccanismo ha funzionato per qualche tempo, ma ora le maglie dei controlli si stanno stringendo ed è sempre più difficile approdare sul suolo norvegese.

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di Gaetano Pedullà

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