Inchiesta stadio, Parnasi puntava sul nemico Caltagirone per i nuovi uffici di Acea

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Per carità, il contesto può essere quello di millanterie più o meno altisonanti. Ma dall’ordinanza del Gip di Roma, che ha portato tra le altre cose all’arresto di Luca Lanzalone e Luca Parnasi, spunta fuori anche un progetto per trasferire la sede dell’Acea in un maxi immobile nei pressi del nuovo stadio della Roma. E quindi proprio sui terreni dell’Eurnova, la società dell’immobiliarista romano.

Nel ricostruire il presunto metodo corruttivo messo in atto da Parnasi, l’ordinanza rammenta che Lanzalone, dopo essere stato consulente del sindaco Virginia Raggi sull’iter amministrativo di sviluppo del nuovo stadio, il 27 aprile
2017 è stato nominato presidente dell’Acea, la ex municipalizzata controllata al 51% dal Campidoglio. In questa
veste, si legge nel documento, il super avvocato “si è occupato di una transazione tra Acea e società del gruppo Parnasi e sta curando l’acquisto di un immobile da destinare a sede principale dell’Acea nel business park da realizzare nell’ambito del cosiddetto progetto Stadio”. è in questo contesto che alcune intercettazioni sembrano
svelare come, per agevolare lo spostamento della sede, Parnasi sia intenzionato a parlare anche con “l’ingegnere”.

Il 9 marzo 2018 Parnasi parla con Lanzalone del progetto. Parnasi: “Mentre, qui per la sede Acea…per la sede Acea voi mi dite qual è il time table reale che hai…lo fai firmare in Acea”. La conversazione, che poi scivola su altri argomenti, viene ripresa qualche settimana dopo. Il 30 marzo 2018 i due riaffrontano il tema: Lanzalone: “Adesso poi faccio l’assemblea, e poi invece spero di riprendere in mano il dossier di cui abbiam parlato per…” 

Parnasi: “Arriverà, arriverà, perché è una cosa positiva! Grazie, grazie, ciao”. Il successivo 6 aprile 2018 è l’immobiliarista a fornire a Lanzalone qualche sorprendente dettaglio.
Parnasi: “Poi, poi, poi vengo da un colloquio con Enrico Laghi (commercialista-revisore, presidente del collegio sindacale di Acea e uno dei commissari di Alitalia, ndr)…adesso… minuti fa. Secondo me il tema Acea, fatto il Governo…calmate le acque, avendo una situazione di…permettimi…di leadership a livello nazionale e a livello comunale, ti dico una cosa che ti fa capire il livello di perversione mentale a cui sono arrivato nel gestire le mie cose… io penso che a quel punto la stessa operazione Acea, costruita bene, ne parliamo anche con l’ingegnere”.
In un altro passaggio, riportato poco dopo dall’ordinanza, è ancora Parnasi a dire a Lanzalone: “E per il resto…su
Acea, ti ho detto dell’ingegnere, vediamola noi?”.

Ma chi è l’ingegnere? Naturalmente a Roma il termine viene accostato all’immobiliarista-editore Francesco Gaetano Caltagirone, che non c’entra nulla con l’indagine ma che spesso viene evocato da Parnasi in riferimento ad alcuni attriti per altri progetti immobiliari.

IL CONTESTO
Che tra i due non scorra buon sangue è risaputo. Ed è dimostrato anche dai titoli di questi giorni del Messaggero, di proprietà del gruppo Caltagirone, che ha parlato di “cupola di Parnasi”. Del resto, secondo diversi osservatori, Caltagirone avrebbe gradito molto sviluppare un suo progetto Stadio. Certo, va ribadito che nei colloqui tra Parnasi e Lanzalone la componente millanteria sembra spesso farla da padrona. Ma è curioso notare come l’immobiliarista, pur di facilitare la sua collaborazione con Lanzalone, si dica disposto addirittura a vedersela con l’acerrimo nemico
Caltagirone. Il quale, è appena il caso di ricordare, è ancora oggi azionista di Acea con il 5%, dopo aver ceduto la magna pars del suo precedente pacchetto ai francesi di Suez, oggi secondi azionisti dietro al Campidoglio con il
23,3% delle azioni. Senza contare che, a valle della cessione, lo stesso Caltagirone oggi si ritrova azionista di minoranza della medesima Suez. Ecco perché, per un eventuale trasferimento della sede Acea, Parnasi può aver pensato di parlarne con “l’ingegnere”.