La tregua è finita. L’indice Rt supera l’1 in 16 regioni. La Sardegna è addirittura a 2,24. Solo Molise e Basilicata sono sotto la soglia di allerta

Rt Coronavirus
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L’indice di trasmissibilità del contagio da Covid-19 – il cosiddetto Rt – è sopra 1 in gran parte delle regioni italiane, dopo essere salito a livello nazionale a 1,26, prima volta sopra la soglia della crescita epidemica da 4 mesi. È quanto riferisce il monitoraggio settimanale – relativo al periodo 12-18 luglio – dell’Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute all’esame della Cabina di regia e che, come di consueto, sarà presentato oggi (qui i dati della scorsa settimana).

Sono 16 le Regioni con un Rt superiore a 1, con la Sardegna che registra addirittura un indice di 2,24 (era 1.12 la scorsa settimana). Le altre sono: Abruzzo (1,27), Campania (1,26), Emilia Romagna (1,35), Friuli Venezia Giulia (1,24), Lazio (1,18), Liguria (1,45), Lombardia (1,34), Marche (1,46), Piemonte (1,27), Provincia di Bolzano (1,24), Provincia di Trento (1,04), Puglia (1,22), Sicilia (1,18), Toscana (1,43), Veneto (1,67). Le Regioni che hanno invece i valori di Rt più bassi sono il Molise, dove l’indice Rt questa settimana è pari a zero, e la Basilicata (0.81).

La situazione negli ospedali

Secondo i dati contenuti nel monitoraggio settimanale di Iss e ministero della Salute non si registrano sovraccarichi ospedalieri, con intensive e ricoveri ordinari entrambi al 2% di occupazione a livello nazionale, e nessuna regione che si avvicina alle nuove soglie (del 10% e 15%) fissate per lasciare la zona bianca e finire in giallo e introdotte nel nuovo decreto approvato dal Governo. Con i vecchi parametri 4 regioni sarebbero finite in zona gialla: Sardegna (incidenza 82,8 per centomila), Veneto (68,9), Lazio (68,8) e Sicilia (64,9). Con la Toscana che si avvicina alla soglia con 49,2. La Sardegna ha un’occupazione dell’1,9%, il Veneto dell’1%, il Lazio del 3,1%, la Sicilia del 3,4%.

Variante Delta

La circolazione della variante Delta è in aumento in Italia, è ormai prevalente ed ha portato, sempre secondo l’Iss, all’aumento dei casi, come avvenuto anche in altri paesi con alta copertura vaccinale, “pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”.

“È necessario raggiungere una elevata copertura vaccinale – raccomanda l’Istituto superiore di Sanità – ed il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità”.

“Sulla base dei dati e delle previsioni Ecdc, della presenza di focolai causati dalla variante virale Delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali – si legge ancora – è opportuno mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale”.