Informazione Rai, il modello è il Gr

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Di Marco Castoro

Non c’è solo il piano di riassetto dell’informazione Rai, ma anche quello della riorganizzazione delle reti che il dg Luigi Gubitosi presenterà a settembre. Oggi pomeriggio il primo dipendente di Viale Mazzini illustrerà ai consiglieri del cda le linee guida del nuovo piano sui tiggì e le news. Poi domani sarà il grande giorno in cui verranno scoperte le novità. Al mattino (dalle 8 in poi) il dg riceverà, uno alla volta, i direttori dei telegiornali Rai. Poi nel pomeriggio consegnerà il nuovo piano, confezionato con le consulenze di Nino Rizzo Nervo (presidente della scuola di giornalismo di Perugia), Valerio Fiorespino (responsabile delle risorse umane della Rai) e Carlo Nardello (direttore dello sviluppo strategico). Che cosa ci sarà nel piano? Proviamo a indovinare. Probabilmente non ci saranno gli accorpamenti di tiggì. Semmai ci sarebbe la nascita di una agenzia di servizi che rifornisca come un service i telegiornali di pezzi e filmati. Sul modello del giornale radio per intenderci. La testata che provvede alla realizzazione e alla messa in onda dei notiziari nelle tre reti radiofoniche. Anzi, da qualche giorno i canali sono quattro, visto che le edizioni principali del giornale radio vanno in onda anche su Gr Parlamento. Il direttore Flavio Mucciante ha unificato le redazioni politiche del Gr e di Gr Parlamento, ridistribuendo le forze e abbattendo i costi. In pratica la chiave di volta del piano dovrebbe essere rappresentata dalla messa in onda di prodotti unici su più canali. Oltre all’agenzia, nella quale confluiranno giornalisti dalle redazioni dei tiggì, principalmente da quelle di Tg3, Rainews e della Tgr. Le edizioni dei telegiornali verranno ridotte e gli stessi tiggì avranno delle mission che li identifichi senza generare confusione e accavallamenti tra le testate.

No al licenziamento del caporedattore
Reinserimento in servizio e risarcimento del danno. È la decisione del Tribunale del lavoro per Livio Leonardi, caporedattore della Rai, che nel novembre dello scorso anno era stato licenziato per motivi disciplinari. A Leonardi, che è stato difeso dall’avvocato Domenico D’Amati, era stato contestato di aver proposto all’azienda radiofonica l’affidamento di un servizio in quattro puntate a una persona senza specificare che si trattava di sua moglie.

Niente Ballarò per Berlinguer
Bianca Berlinguer ha ribadito il suo pensiero in seguito alle voci che la danno in corsa per la conduzione di Ballarò: “A scanso di equivoci e di pettegolezzi voglio precisare, una volta per tutte, che non ho mai avuto e non ho la minima intenzione di candidarmi alla trasmissione Ballarò”. Quindi, fine delle trasmissioni.