Inizia una nuova fase. Ma i valori M5S sono gli stessi. Parla il senatore Santangelo: “Avanti con Pd e Leu. Perseguire il bene comune è il nostro faro”

Vincenzo Santangelo
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Perseguire il bene comune. Al di là di quello che si possa dire il Movimento cinque stelle ha un solo unico obiettivo. Ed è per questo che si è deciso di entrare nella maggioranza che regge il governo Draghi. “Insieme ai nostri iscritti abbiamo deciso di far parte di questo governo per difendere le tante cose fatte in quasi tre anni al governo con Giuseppe Conte e per approvare nuove misure utili ai cittadini”, spiega il senatore M5S e membro del direttivo, Vincenzo Santangelo. Che rilancia anche sul nome di Conte a capo del Movimento: “Con lui inizia una fase nuova, in cui dopo tante battaglie vinte e al terzo governo della legislatura che ci vede primo gruppo parlamentare, ripensiamo la nostra organizzazione e l’agenda su cui fondare l’impegno dei prossimi anni”.

Intanto ieri è stata presentata la squadra di “L’Alternativa c’è”, il gruppo in cui sono riuniti i dissidenti del Movimento cinque stelle. Hanno subito precisato di essere loro la vera alternativa a Draghi. Una posizione che fino a qualche mese fa ci si sarebbe aspettati dai Cinque stelle. Sono cambiate le cose, dunque?
Insieme ai nostri iscritti abbiamo deciso di far parte di questo governo per difendere le tante cose fatte in quasi tre anni al governo con Giuseppe Conte e per approvare nuove misure utili ai cittadini. È questo il nostro scopo nelle istituzioni: perseguire il Bene Comune. Nel decreto Milleproproghe si è subito vista la nostra mano: il MoVimento ha sventato il primo attacco alla norma Bonafede sulla prescrizione; abbiamo prorogato il mercato tutelato per luce e gas, scongiurando un aumento della bolletta per milioni di famiglie in tempo di crisi economica e pandemia; grazie a noi è stata rinviata l’autorizzazione alle trivelle, in attesa del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee.

Nel frattempo è cominciato il periodo di rivoluzione all’interno del Movimento. Crede che Conte sarà in grado di ricompattare il Movimento ed evitare altri fuoriusciti?
Ne sono convinto. Sono contento che Conte abbia deciso di prendere parte alle nostre battaglie, è una risorsa che il MoVimento nel 2018 ha offerto all’Italia e alle sue istituzioni. Oggi è un leader politico apprezzato da milioni di cittadini per competenza, garbo, determinazione, spirito di servizio. Con lui inizia una fase nuova, in cui dopo tante battaglie vinte e al terzo governo della legislatura che ci vede primo gruppo parlamentare, ripensiamo la nostra organizzazione e l’agenda su cui fondare l’impegno dei prossimi anni.

Eppure Di Battista, sicuramente il nome più noto tra investimenti, ha già detto che solo il nome di Conte non basterà a un eventuale suo ritorno…
Alessandro è contrario al sostegno al governo Draghi, è legittimo che lo dica. Ma io penso che il nostro rilancio sarà inclusivo, spero di ritrovarlo in altre battaglie comuni.

Nel frattempo si parla di un Movimento che sarà ancora più ecologista ed europeista. Quali crede debbano essere i caratteri nuovi che deve acquisire il Movimento rispetto al passato?
Dopo anni di opposizione in cui abbiamo portato nelle istituzioni principi ormai dimenticati come la sobrietà, la trasparenza, l’apertura dei palazzi ai cittadini, siamo diventati forza di governo. Abbiamo approvato provvedimenti fondamentali come il Reddito di Cittadinanza, il superbonus, l’anticorruzione e tanti altri, abbiamo gestito con responsabilità e abnegazione una pandemia che ha messo il mondo in ginocchio. Adesso rinnoviamo l’agenda e ci poniamo nuovi obiettivi, partendo da un punto fermo: la transizione ecologica è l’unica via per un futuro degno e di benessere diffuso, con meno disuguaglianze, meno povertà e un rapporto sano tra noi e il Pianeta.

Cosa invece resterà uguale al passato?
I valori. Siamo nati da un sogno di Beppe Grillo e ancora oggi con lui stiamo traghettando il MoVimento in una fase nuova. Siamo e resteremo quelli che mettono al primo posto la legalità, la giustizia sociale, la trasparenza, l’innovazione, la sostenibilità e lo spirito di servizio a tutela dei beni comuni.

Si parla sempre di più, anche come condizione posta da Conte, che l’alleanza con il PD e Leu diventi stabile e strutturale. Cose ne pensa?
Abbiamo lavorato bene nel governo Conte II, trovando molte sintonie su temi tipicamente progressisti. È un lavoro che può proseguire in questa fase anomala del governo Draghi e anche dopo. Vedo che nel Pd c’è dibattito, staremo a vedere. Noi con Conte stiamo costruendo una proposta politica che nel progresso e nella difesa dei diritti ha due pilastri indiscutibili.