Intanto, al confine con il Messico la politica di tolleranza zero di Trump ha tolto ai genitori migranti circa duemila bambini

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Sono circa duemila i bambini separati dalle loro famiglie al confine Usa-Messico dal 19 aprile al 31 maggio, dopo l’entrata in vigore della politica di tolleranza zero dell’amministrazione Trump contro l’immigrazione clandestina. Lo riportano i media Usa citando dati del Dipartimento per la sicurezza interna, sullo sfondo delle polemiche per la violazione dei diritti dei bambini, denunciata anche dall’Onu. “E’ una politica immorale, atroce”, ha tuonato su Twitter l’influente senatrice dem Dianne Feinstein. L’attorney general Jeff Sessions nei giorni scorsi aveva scomodato la Bibbia per giustificare la necessità di rispettare rigorosamente la legge.

Tra gli stessi membri repubblicani del Congresso americano non sono pochi quelli che si schierano contro la politica di Trump. Per questo,  stanno lavorando a un piano per mettere fine alla separazione delle famiglie di irregolari che tentano di entrare in Usa al confine con il Messico: si tratta di una bozza di testo che punta a trovare un terreno comune tra le diverse fazioni repubblicane al Congresso. La proposta arriva mentre il governo degli Stati Uniti annuncia che intende costruire un campo di accoglienza  temporaneo a Tornillo, in Texas, per i minori separati dai genitori a causa della politica del presidente Donald Trump, che attacca i Democratici e addossa loro la responsabilità di quanto sta accadendo: “I Democratici stanno causando la separazione delle famiglie al confine con la loro agenda legislativa orribile e crudele”, ha scritto su Twitter. Trump ha ripetutamente rigettato sui Democratici la responsabilità del numero crescente di famiglie separate al confine e parlato di “legge terribile”; ma in realtà non esiste una legge che richieda al governo di separare i bambini dai loro genitori e la separazione è invece frutto dell’approccio ‘zero tolerance’ dell’amministrazione sulla immigrazione irregolare.

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