Se tanti hanno gioito davanti alla notizia dellโaccordo tra Usa e Iran, cโรจ anche chi รจ rimasto spiazzato e deluso. Si tratta del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che di certo non ha fatto i salti di gioia davanti a unโintesa che vive come una sorta di tradimento. Che sarebbe andata cosรฌ era facile immaginarlo. Del resto il leader di Tel Aviv ha tentato fino allโultimo secondo di ostacolare lโintesa, tanto che domenica, quando si attendeva soltanto la firma digitale da parte di Washington e di Teheran, ha autorizzato pesanti bombardamenti su Beirut. Ma se lโintento era quello di far saltare il banco, allora, almeno per il momento, si puรฒ dire che il suo tentativo รจ fallito.
Non avendo ottenuto risultati Bibi, secondo il portale Ynet, ha poi manifestato il suo malumore al presidente degli Usa Donald Trump dicendogli che โIsraele non si ritirerร dal Libanoโ, e aggiungendo di non sentirsi vincolato dalla clausola dellโaccordo che impone lo stop ai combattimenti nel Paese dei Cedri. Al telefono con il tycoon, Netanyahu avrebbe ribadito che le Forze di difesa israeliane (IDF) continueranno le operazioni militari contro Hezbollah, e che non รจ previsto un loro ritiro. Parole che hanno irritato Trump, il quale al New York Times ha definito Netanyahu โun uomo molto difficileโ con cui avere a che fare. Poi ha rincarato la dose aggiungendo che โa essere onesti, (Bibi) dovrebbe esserci molto grato per aver raggiunto lโaccordo, perchรฉ se lโIran avesse unโarma nucleare Israele non esisterebbe per due oreโ.
I mal di pancia di Netanyahu
Peccato che il leader di Tel Aviv neanche dopo queste dichiarazioni abbia espresso gratitudine. Anzi, ha dato il via libera a ulteriori attacchi nel sud del Libano, giustificandoli come una risposta a presunte azioni ostili di Hezbollah. Attacchi che, perรฒ, il movimento filo iraniano ha negato, sostenendo che questa รจ la prova che Netanyahu vuole far deragliare lโintesa. Blitz dellโIDF che, per giunta, sono arrivati proprio mentre migliaia di libanesi, convinti che lโincubo della guerra fosse finito, stavano iniziando a fare rientro nelle proprie abitazioni. Proprio per questo il governo di Beirut ha invitato gli sfollati a non affrettare il rientro a casa, rimandando il tutto a quando la situazione sarร piรน chiara. Il problema รจ che per ora non si puรฒ dire quando tornerร la calma.
Questo perchรฉ Netanyahu non vuole fermare le ostilitร e, forse, non puรฒ nemmeno farlo. In Israele, infatti, รจ in corso la campagna elettorale e i suoi alleati, cosรฌ come le opposizioni, sostenengono che lโaccordo tra Trump e Mojtaba Khamenei รจ una disgrazia per Israele. Tra i primi a intervenire รจ stato il ministro israeliano, Itamar Ben-Gvir, come riporta il Times of Israel, secondo cui โlโaccordo di Trump non ci vincola. Israele non รจ subordinato agli Stati Uniti. Siamo un Paese indipendente e sovrano (…) Non dobbiamo ritirarci da alcun territorio in Libano conquistato dai nostri combattentiโ.
Sulla stessa posizione anche il ministro israeliano Bezalel Smotrich secondo cui โun accordo con lโIran รจ negativo. Punto. La campagna congiunta ha ottenuto numerosi risultati nellโindebolire lโIranโ e ora โdovremo continuare la lotta per la caduta del regime con le nostre forzeโ. Contrarietร allโaccordo espressa anche dai Democratici israeliani. Il loro leader, Yair Golan, sostiene infatti che โi cittadini israeliani si sono svegliati con un accordo fatto sopra la loro testโ, di cui Bibi sarebbe โresponsabileโ.
I dettagli dell’accordo tra Trump e Khamenei che fanno infurirare Israele
Ma cโรจ di piรน. A causare malcontento nel leader israeliano cโรจ anche il fatto che รจ stato completamente escluso dai negoziati, con il risultato che lโintesa sembra pendere in favore di Teheran. Infatti, nel testo non si parla della sospensione del supporto iraniano ai proxy mediorientali, ossia Hamas, Hezbollah e Houthi, e tanto meno viene affrontata la questione del programma missilistico che potrร cosรฌ continuare. Anche guardando al nucleare, pur davanti allโimpegno di Khamenei a non dotarsi di armi atomiche, non cโรจ nulla sul destino dellโuranio giร arricchito, sepolto sotto gli impianti nucleari iraniani.
Di contro, ciรฒ a riprova di come Trump volesse chiudere la partita al piรน presto e anche a costo di importanti concessioni, Teheran vedrร sbloccati 12 miliardi di dollari, otterrร un graduale allentamento delle sanzioni e, in ultimo, ha ottenuto la fine dei combattimenti contro i suoi proxy.